Continua la mobilitazione per i Marò. FdI accarezza l’idea di candidarli alle europee

Una scaletta di opzioni progressive e crescenti per ottenere la liberazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Dalla candidatura alle elezioni europee fino alla rottura dei rapporti bilaterali e commerciali con l’India passando per le pressioni sulle organizzazioni internazionali che potrebbero avere voce in capitolo nella soluzione della vicenda, Comunità Europea, Onu e Nato. Per imprimere un’accelerazione alla vicenda e dare una svolta favorevole, Fratelli d’Italia elenca quali sono i passi da compiere per ottenere la liberazione dei due marò prigionieri da due anni in India. «L’ultima ratio che potrebbe rendersi necessaria, di cui adesso non vogliamo parlare – ipotizza La Russa nel corso di una manifestazione a Milano per chiedere la liberazione dei due marò italiani detenuti in India – è quella di candidarli in Europa, con Fratelli d’Italia o con un altro partito. A quel punto l’Europa sarebbe costretta a tutelare lo status di due neo-parlamentari europei».
Secondo Fratelli d’Italia «serve la mobilitazione ma noi chiediamo anche che il Governo italiano metta in mora le organizzazioni internazionali alle quali l’Italia partecipa (Europa, Onu e Nato), perché se non sono in grado di risolvere la questione dei due marò è ora di chiederglielo con un rapporto di forza». Se questo non dovesse bastare “proponiamo l’uscita dell’Italia dalle missioni internazionali e il ritiro del nostro ambasciatore in India».
«Inoltre, se ancora non dovesse bastare, l’Europa dovrebbe interrompere i rapporti bilaterali e commerciali con l’India fino al ritorno dei nostri soldati». Ancora ieri numerose sono state le manifestazioni di solidarietà per i due fucilieri di Marina. Il quotidiano romano Il Tempo ha deciso ieri di esporre un gigantesco striscione sulla facciata dello storico palazzo Wedekind prospiciente Palazzo Chigi nel quale è scritta, a lettere cubitali, la frase “Riportiamo a casa i marò”, seguita dal tricolore.