Consiglio dei ministri: cognome della madre ai figli se c’è accordo tra i genitori

Si volta pagina. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al ddl sul cognome della madre ai figli: lo conferma il viceministro Cecilia Guerra. Al testo non sono state apportate modifiche, ma «è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro Pari opportunità-Giustizia-Interni per valutare le implicazioni del provvedimento», anche per rispondere a sollecitazioni del viceministro in merito a problemi come la possibilità che fratelli e sorelle abbiano cognomi diversi e un confronto più ampio su cosa fare in caso di disaccordo dei genitori. Il viceministro, che non ha partecipato alla riunione del governo (era presente il ministro Enrico Giovannini), aveva chiesto «un confronto più ampio» proprio per «valutare problemi tecnici come la possibilità che fratelli e sorelle abbiano cognomi diversi» e sul fatto che in caso di disaccordo dei genitori in default il cognome attribuito sia quello paterno. Un altro problema, per esempio, è che si apre la possibilità del doppio cognome e bisogna capire cosa succede alle seconde generazioni. In sostanza, «ci vuole una norma più completa, ulteriore approfondimento». «Il Consiglio dei ministri ha preso una decisione tranquilla: rispondere al problema di rendere possibile l’assegnazione del cognome materno con l’accordo dei genitori. Visto però le mie sollecitazioni e le riflessioni di altri, è stato deciso di affiancare un tavolo di studio», ha detto ancora Guerra. In Parlamento d’altronde ci sono altre proposte di legge, e il viceministro spera che «nel confronto con queste proposte si arrivi a una soluzione il più completa possibile». «Con questo ddl noi facciamo capire che vogliamo che l’Italia riconosca la possibilità del cognome materno – ha ribadito Guerra – era importante prendere un’azione per risolvere un problema. Il ddl istituisce in modo chiaro una possibilità che il nostro ordinamento non prevede. Strasburgo chiede una risposta veloce, dovevamo garantire da subito questo».