Congo, fallisce l’asse Bonino-Kyenge. Trattenuti i bimbi adottati

Fallisce miseramente la mediazione della Farnesina e della Kyenge per le famiglie italiane bloccate in Congo con i figli adottivi di nazionalità congolese.
Le rassicurazioni della Bonino, così come quelle della congolese Kyenge divenuta ministro per l’integrazione italiano, non sono servite a nulla. «Sono ancora a Kinshasa, ma presto torneremo a Bari, purtroppo senza nostra figlia, per ora….», scrive  su Facebook Massimo De Toma, il papà barese bloccato a Kinshasa con altre 23 famiglie italiane che da due mesi sono nel Congo per riportare in Italia i loro bambini adottati.
A causa dei disordini che si stanno verificando a Kinshasa dove i ribelli hanno occupato i punti nevralgici della Capitale, sembra allontanarsi sempre di più la possibilità che la Direzione generale per l’immigrazione della Repubblica democratica del Congo, possa concedere il visto d’uscita ai bambini adottati, ancora a tutti gli effetti congolesi. Né potranno essere rinnovati i visti agli italiani attualmente in Congo.
Inoltre, pare che le pratiche per l’adozione dovranno essere esaminate poi in Italia da una delegazione congolese. La mediazione in Congo della delegazione della Farnesina e del ministero dell’integrazione italiano, dunque, al momento non sembrano aver sortito gli effetti sperati dalle famiglie italiane, cioè poter tornare in Italia con i loro figli. Qualche giorno fa fu proprio il barese De Toma a dichiarare che «tornare senza i nostri figli sarebbe stata una evidente sconfitta politica del nostro Paese». Ora l’epilogo.
La vicenda è ancora più amara proprio perché nella trattativa era entrata anche la Kyenge, congolese e che,da ministro dell’integrazione italiano, ha la delega alle adozioni internazionali.
«Le difficoltà sono tante», si era difesa la Kyenge. Quel che è certo è che la ministra italo-congolese, appena insediata, come presidente della Commissione adozioni internazionali, aveva snocciolato quelli che sarebbero stati i punti della sua agenda in tema di adozioni internazionali: snellire la burocrazia che è troppo lunga, abbattere i costi e ottenere maggiori garanzie da parte di quei Paesi che, come il Congo, danno i loro bambini in adozione. Un libro dei sogni rimasto tale e quale. Il Congo ha riportato velocemente la sua ex-concittadina con i piedi per terra. Facendole fare una figuraccia, questa sì davvero internazionale.