«Chiamparino si è giocato a carte i lavoratori Fiat»: uno striscione di FdI fa scoppiare la bagarre nell’aula della Regione Piemonte

L’operazione Fiat-Chrysler-Fca fa litigare il Consiglio Regionale del Piemonte. La decisione dell’azienda di trasferire in Olanda la propria sede legale e in Gran Bretagna la propria sede fiscale è stata occasione di polemica politica tra i consiglieri di Fratelli d’Italia e quelli del Pd. In chiave elettorale. Il Consiglio regionale era impegnato nella discussione sulla Finanziaria regionale 2014, legge che va approvata entro il 31 gennaio. Mentre si stava discutendo su un emendamento proposto dal Pd riguardante il gioco d’azzardo, i consiglieri di FdI hanno contestato in modo esplicito non tanto l’emendamento in sé, quanto l’atteggiamento avuto sulla Fiat dall’ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Nei giorni scorsi Chiamparino, commentando l’operazione Fiat, aveva detto di non conoscere nel dettaglio l’operazione, ma aveva ricordato che, quando era sindaco, era solito “giocare a carte” con Marchionne (a scopone scientifico), “e in genere vincevo”. La battuta è stata utilizzata alla lettera da FdI che in aula ha inscenato questa protesta: carte da gioco con la figura del re e il volto di Chiamparino esibite con questo striscione: “Chiamparino si è giocato a carte i lavoratori Fiat di Torino”. Dando il suo assenso all’operazione Fiat – hanno spiegato – «la sinistra è passata dalla falce e martello al due di picche». I consiglieri Pd hanno protestato a loro volta, ne è seguita la bagarre, fino a quando il presidente dell’assemblea, Valerio Cattaneo (Ncd), non ha sospeso la seduta. «Dopo la notizia che l’ex sindaco si divertiva a giocare a carte con Marchionne nel periodo della fallimentare operazione Tne, che è stato solo l’inizio della smobilitazione Fiat da Torino – ha commentato Augusta Montaruli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia – è ridicolo che la sinistra cerchi ancora farsi alfiere della lotta al gioco d’azzardo. Quello che si è giocato, il futuro della città e di tante aziende e dei loro lavoratori, è solo l’ex sindaco che ha puntato sul tavolo verde milioni di euro pubblici in operazioni che hanno visto Torino e il Piemonte soccombere. Questa è la sinistra che è passata dalla falce e martello al due di picche che, anziché battere i pugni davanti all’azienda, ci giocava insieme… fatti gravissimi, sintomo di una politica da grande ciambellano di corte dei poteri forti e per questo fallimentare».