Caso De Girolamo, oggi forse la decisione sui nastri. Il marito Boccia: la stanno linciando. Rimpasto più vicino?

Ha combinato un brutto guaio il Fatto con le intercettazioni sulla famiglia De Girolamo, carpite a casa del padre della bella Nunzia che sarebbe coinvolto in un affaire di appalti a Benevento. E non solo per l’immagine pubblica del ministro dell’Agricoltura (e la rabbia del marito Francesco Boccia) ma anche per il governo Letta sempre più soggetto ai flutti e ai venti avversi. Oggi al riesame potrebbe essere deciso lo sbobinamento del resto delle registrazioni e il caso potrebbe ingrossarsi ancora. Ora in molti vogliono accelerare sul rimpasto che, con buona pace di Renzi che lo considera “roba da Prima Repubblica”, non sembra più rinviabile. Il marito-avversario in Parlamento, di provata fede democratica ex dc, rompe gli indugi con una difesa a oltranza. «Quello che sta subendo Nunzia è un linciaggio, un autentico linciaggio. Per lei è una prova dura», intervistato da Repubblica abbandona i toni severi della prima ora, che lo avevano indotto a un sibillino commento del tipo “il ministro spiegherà” dovuto anche alla rabbia per la notizia che lo storico fidanzato della moglie è stato da poco nominato direttore generale della Sian. Oggi è più tenero con la coniuge e durissimo con i giustizialisti che si annidano anche nel suo partito (ieri il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, ha definito la vicenda «niente affatto edificante»). «Vedo in giro troppi censori improbabili, troppi sepolcri imbiancati che farebbero bene a tacere. Io conosco la vita e la strada ma c’è un limite alla mancanza di pudore. Accetto tutto, tranne i falsi moralismi». Si dimette, non si dimette? «Non lo so – dice Boccia – purtroppo i danni che dovevano essere fatti ormai sono stati fatti». Peraltro «i giornali hanno abboccato ma questa è una vicenda che è stata costruita sul territorio a tavolino. Era sul mercato da mesi e nessuno se la comprava. Adesso è uscita fuori».

La De Girolamo è coinvolta nell’inchiesta sugli appalti nella Asl di Benevento anche se non è indagata. Il clamore suscitato dagli atti processuali apparsi sui giornali, hanno spinto l’attuale ministro dell’Agricoltura tra gli esponenti del governo Letta a rischio rimpasto.