Biglietti esauriti ma la Francia vieta gli show del comico nero: «È un razzista antisemita»

Vietato mettere in scena Le Mur, di Dieudonné, il comico di origine africana accusato di antisemitismo. L’attore non potrà andare in scena né giovedì a Nantes, per la prima, né in molte date successive. Contro di lui s’è schierato tutto il governo francese. Secondo il ministro dell’Interno Manuel Valls, gli spettacoli del comico «non hanno nulla della creazione artistica» ma sono soltanto «riunioni politiche in cui Dieudonné rovescia tutto il suo odio contro gli ebrei». Dieudonné è considerato inventore della “quenelle”, il saluto nazista alla rovescia che sta scandalizzando la Francia e che si sta diffondendo tra i ragazzi francesi come gesto quotidiano. Recentemente, in occasione di un gol appena segnato, lo ha fatto anche il centravanti della nazionale francese Anelka. Assomiglia, ha scritto il quotidiano Le Monde, al saluto nazista all’inverso. È stato inventato e presentato da Dieudonné sui manifesti diffusi in occasione delle elezioni europee del 2009 quando presentò una lista antisionista con Alain Soral, ex dirigente del Front National di Jean-Marie Le Pen. Il fenomeno, negli anni, si è andato allargando, il comico di origine africana è accusato apertamente di antisemitismo, quindi Nantes, poi Tours, presto Orleans e Bordeaux: una dopo l’altra, le città della Francia si allineano alla richiesta di Valls ai prefetti di dire no a Dieudonné, con l’avallo del presidente della repubblica, Francois Hollande. Il quale ha chiesto ai prefetti di essere «vigili e inflessibili». Allo Zenith di Nantes, dove erano stati venduti 5.200 biglietti sui 6.000 disponibili, Dieudonné non si esibirà: così stabilisce la circolare del prefetto Christian de Lavernée, che esprime il suo rammarico spiegando di aver agito in nome di «imperativi molto superiori alle comodità di noi tutti». Annullata anche la manifestazione di protesta convocata a Nantes dalla famiglia dei «cacciatori di nazisti» Beate e Serge Klarsfeld, e dal figlio avvocato Arno per chiedere l’annullamento dello spettacolo. Dopo Nantes, è toccato al sindaco di Tours – dove Dieudonné M’bala M’bala avrebbe dovuto esibirsi venerdì per la seconda tappa del tour – annunciare il divieto, parlando di «manifestazioni di carattere ignobile, attentato alla dignità umana». Dopo Alain Juppé, sindaco di Bordeaux, il primo a vietare lo show nella sua città, è toccato anche al primo cittadino di Orleans porre il veto, ma molti altri sindaci di città toccate dal tour – con date previste fino a giugno – si apprestano a seguire la stessa strada. Contro questa offensiva che lo mette con le spalle al muro, il comico ha dato ordine ai suoi legali di agire “immediatamente” contro tutti i divieti, ricordando che in una quindicina di casi negli ultimi anni gli avvocati sono riusciti a far annullare i provvedimenti in nome della libertà d’espressione. Il comico è anche accusato di non aver pagato le salate multe a suo carico negli ultimi anni ma di aver riciclato 400.000 euro di guadagni spedendoli nel suo paese d’origine. Gli avvocati dell’attore hanno annunciato che ricorreranno alla Corte di Giustizia della Repubblica, il tribunale dei ministri, contro Valls, anche se finora non hanno precisato sulla base di quali accuse. La Lega dei diritti dell’uomo, intanto, ha messo in guardia contro i “divieti preventivi”, che potrebbero «far nascere attorno a Dieudonné un’ondata di solidarietà in reazione, da parte di chi si considera in qualche modo oppresso».

L’esultanza di Anelka con il gesto della “quenelle”