Berlusconi e Renzi scelgono il telefono per parlarsi. La legge elettorale giovedì in aula

Due, forse tre telefonate per fare il punto sulla legge elettorale. E poi, ancora, contatti costanti nei giorni scorsi. Matteo Renzi ha liquidato come «gossip delle agende» le voci su un suo possibile incontro in giornata con Silvio Berlusconi, ma ambienti parlamentari della maggioranza hanno fatto sapere che il dialogo tra i due è continuo. Come continuo è il lavoro degli sherpa di Pd e FI, impegnati a definire le modifiche al testo. Secondo le indiscrezioni, le trattative riguardano soprattutto la questione delle soglie di sbarramento, sia quella per i partiti che corrono da soli (8%) sia per quelli in coalizione (5%). Una discussione in cui Forza Italia starebbe spingendo per una norma “salva-Lega”. Intanto, alla Camera l’inizio della discussione generale slitta al 30 gennaio, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo. In questo modo, se il programma verrà rispettato, le votazioni si svolgeranno a febbraio. In mattinata, Fratelli d’Italia, Lega, Per l’Italia, Sel e gruppo Misto avevano scritto una lettera alla presidente Laura Boldrini per chiedere più tempo «per poter discutere in commissione la legge elettorale: portare il testo in aula a gennaio non sia un totem», aveva spiegato Pino Pisicchio, presidente del gruppo Misto, parlando dell’iniziativa. «Facciamo presente – ha proseguito Pisicchio – che l’esame degli emendamenti in commissione è appena iniziato: chiediamo che ci sia un tempo sufficiente per discutere un tema così importante come la legge elettorale. Solo il Pd e Forza Italia insistono perché arrivi in aula domani sera o il 30». La lettera non è stata firmata dal Nuovo centrodestra, ma il capogruppo Enrico Costa aveva spiegato che «la leggeremo e se dice cose ragionevoli la sosterremo». Secondo Renato Brunetta, con l’approdo in aula del testo per giovedì, «entro la fine di questa settimana la Camera approverà la norma che successivamente andrà a Palazzo Madama». «L’accordo tra Berlusconi e Renzi, l’accordo tra Forza Italia e Pd regge, tiene. Nonostante l’atteggiamento dei piccoli partiti, nonostante l’ostruzionismo di alcune forze politiche irresponsabili, nonostante la voglia di qualcuno di rifugiarsi in pratiche da Prima Repubblica, andiamo avanti con questa importante riforma», ha poi commentato Brunetta. Ma secondo Ignazio La Russa c’è solo uno scenario che può giustificare una simile fretta: «Se Berlusconi e Renzi mi dicono che intendono votare a maggio, allora va bene contingentare l’esame della legge elettorale; ma se no questa urgenza è inutile». «Se la legge elettorale non serve per votare subito, allora – ha chiesto il presidente di FdI – che fretta c’è di approvarla senza l’approfondimento che è dovuto per una legge che dovrà valere almeno per dieci anni?».