Ancora minacce No Tav contro il Pd di Torino: «Vi distruggeremo»

«Vi distruggeremo». Una delle tante minacce firmate No Tav sui muri della sede del Pd di Barriera di Milano, a Torino. Insulti e minacce anche sulla saracinesca del circolo politico, con accanto la firma del movimento che si oppone alla Torino-Lione. Il raid è l’ultimo di una lunga serie diatti intimidatori contro il Pd, dalla bomba carta esplosa nelle scorse settimane davanti alla sede di Settimo Torinese alle molotov trovate di fronte alla sede dei democratici di Rivalta, sempre in provincia di Torino, e sul pianerottolo di casa del senatore Stefano Esposito. Il doppiopesismo del Pd nei confronti dei No Tav  sta dando frutti cattivi e pericolosi. Quegli “ex” bravi ragazzi da sempre protetti da certa sinistra estrema ma anche da molti esponenti democrat e dalla stampa “amica” in nome della libertà e della democrazia, sono stati via via “scaricati” da quando il il Pd è forza di governo e difendere l’indifendibile è diventato impresa impossibile. I No Tav  hanno fatto quindi un bersaglio “privilegiato” del Pd tutto “legge e ordine”, che di botto si accorge della loro carica antagonista. I No Tav del resto hanno fatto di tutto e di più per confermarsi quel che sono sempre stati: violenti, estremisti, militanti dei centri sociali, anarchici incappucciati per i quali il buonismo e le acrobazie lessicali per attutirne la carica di aggressività non bastano più. Il Pd ora parla una lingua diversa, invoca misure e le vuole anche in fretta: «Ci troviamo di fronte a una situazione di minacce e di intimidazioni che va ribaltata al più presto», afferma in una nota Silvia Fregolent, componente della presidenza del Gruppo Pd alla Camera. «Davanti alla violenza e alla frequenza con cui vengono fatte, il governo deve reagire con urgenza». Ora il Pd si accorge che la presenza No Tav ha bisogno della massima allerta. «Ogni qualvolta si aggredisce, si insulta o si sfregia la sede di un partito o di un movimento politico, dobbiamo preoccuparci e chiedere la massima attenzione e vigilanza», dichiara Anna Rossomando, deputato torinese del Pd. Ora che i No Tav hanno alzato il tiro dello scontro, indicando nel partito e nelle persone un «obiettivo politico» – come hanno scritto in un comunicato durante la battaglia di Roma – ora se ne scopre la carica eversiva, a lungo misconosciuta da tanti corifei della sinistra, Mannoia, Caparezza, Erri De Luca, che definì «la battaglia No Tav purissima legittima difesa». Si faceva finta di non vedere i mortai, le molotov, le cesoie i bengala sequestrati in questi anni, non esattamente un armamentario da manifestanti pacifici.