Anarchici, Insulti e minacce ai magistrati in udienza: stai attento, ce l’hai il giubbotto antiproiettile?

Sembra di essere tornati indietro, agli anni ’70. Ai processi Br. Ai proclami letti in aula, dietro le sbarre delle gabbie. Alle minacce esplicite urlate in faccia ai magistrati. Alle rivendicazioni degli omicidi. Ma non è un film. E neanche la ricostruzione storica di quegli anni terribili che hanno lasciato una scia di sangue sulla storia d’Italia.
No, quella che è andato in scena a Torino, durante un processo a carico di 12 anarchici per l’irruzione nella sede torinese dell’Eni avvenuta il 22 marzo 2011, è la riedizione di quegli anni terribile in chiave No Tav. Una violenza verbale e psicologica estrema che ha costretto i giudici a spostare l’udienza in un’altra aula. Obiettivi di insulti e minacce i pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo che conducono le principali inchieste sul movimento No-Tav. Con una tracotanza incredibile uno dei manifestanti si è rivolto al magistrato: «Stai attento», gli ha detto in faccia. Mentre un altro ha rincarato la dose: «Ce l’hai il giubbotto antiproiettile?». Quando poi è entrato nella cella dell’aula Niccolò Blasi, uno dei quattro attivisti No-Tav arrestati lo scorso 9 dicembre con l’accusa di attentato con finalità di terrorismo, i manifestanti hanno applaudito a lungo urlando slogan e insulti contro i magistrati. A quel punto il presidente del collegio giudicante, Antonio De Marchi, ha disposto lo spostamento dell’udienza in un’altra aula per motivi di ordine pubblico. I carabinieri hanno identificato una trentina di persone ma gli insulti si sono susseguiti anche durante la requisitoria dei pm, che hanno chiesto pene da un anno e quattro mesi a due anni e quattro mesi per i 12 imputati.
E in questo clima c’è chi, come il filosofo omosessuale Gianni Vattimo, con un tempismo da centometrista, ha ritenuto che fosse questo il momento migliore per annunciare che aderisce al Movimento Cinque Stelle al quale «si sente legato da simpatie e solidarietà NoTav».
Ex-radicale, poi politico per Alleanza per Torino, quindi parlamentare europeo dei Ds, approdato poi al Partito dei Comunisti italiani, infine nell’Idv, Vattimo che, teorizza, è bene ricordarlo, fosse una montatura l’aggressione subita da Berlusconi colpito con una statuetta, abbraccia dunque, nel suo peregrinare politico, il Movimento di Grillo. Bisogna ora vedere cosa ne pensa Grillo dell’abbraccio di Vattimo.