Allarme a Gioia Tauro: arriva una nave siriana con armi chimiche

È il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo della nave danese Arc Futura. Le armi chimiche (560 tonnellate) sono attualmente depositate in sessanta container sulla nave danese che farà scalo a Gioia Tauro e poi saranno trasbordate sulla nave Cape Ray. Lo ha confermato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il trasbordo delle armi chimiche siriane avverrà «da nave a nave, mediante la movimentazione di 60 container con appositi rotabili e quindi “senza lo stoccaggio” dei container a terra». Il porto di Gioia Tauro è stato scelto «perché è un’eccellenza, specializzato in questo tipo di attività»: basti pensare che «nel 2012-2013 ha trattato 3000 container di prodotti analoghi» alle armi siriane, «cioè 1500 all’anno, pari a 60 mila tonnellate». In ogni caso «non ci sarà né stoccaggio né passaggio a terra se non da banchina a banchina», ha assicurato il ministro degli Esteri Emma Bonino, ricordando di averlo già precisato lo scorso 12 dicembre quando annunciò la decisione del governo di fornire la disponibilità di un porto italiano. «Ad oggi solo una parte dei container di armi chimiche siriane è stata caricata sulla nave danese» che dovrà portarle in Italia. «Tutto il resto deve ancora arrivare» al porto di Latakia per essere imbarcato. E Palazzo Chigi in una nota ha sottolineato che «in linea con lo storico impegno del nostro Paese a sostegno della pace e della sicurezza internazionale, tale sforzo costituisce un contributo concreto e imprescindibile a garanzia della stabilità e della sicurezza nella regione mediterranea e mediorientale». «Non sappiamo se ci siano ancora armi chimiche nascoste» in Siria – ha dichiarato il direttore generale dell’Opac, Ahmet Uzumcu, a Montecitorio – Dal primo novembre scorso la Siria non è più in grado di produrne. Siamo soddisfatti della collaborazione di Damasco, sono stati costruttivi e aperti», ha aggiunto il direttore generale dell’Opac precisando che gli ispettori hanno potuto visitare in un mese tutti i siti e verificare che le dichiarazioni «del governo di Damasco corrispondevano alle stime fatte prima che iniziasse la collaborazione» con la Siria. L’operazione è «singola, non si ripeterà». Il trasbordo avverrà «speriamo all’inizio di febbraio, in ogni caso entro la prima metà del mese. E la distruzione nei successivi due mesi».
«Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa, la popolazione mi viene a prendere con un forcone – ha commentato, allarmato, il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore – È gravissimo. Forse il ministro Bonino non sa cos’è la democrazia». «Se ci saranno certezze sulle condizioni di sicurezza sul lavoro si può anche fare – ha cercato di sdrammatizzare il segretario nazionale del Sul, il sindacato dei portuali di Gioia Tauro, Antonino Pronestì – Abbiamo saputo della decisione di mandare le armi chimiche della Siria a Gioia Tauro dai media».