Al governo Letta non gliene va bene una. Ma attenti ai falsi ingenui, hanno sempre un obiettivo nascosto

Dal “pasticciaccio brutto di via Merulana” di Gadda ai “pasticciacci perenni” (e dannosi) del governo delle piccole e strane intese. Non ne indovinano una, i ministri di Letta. O forse fingono di essere distratti e a volte ingenui per poi raggiungere il loro obiettivo-principe,  che è quello di  succhiare le risorse delle famiglie italiane fino all’ultima goccia, così da poter avere le pacche sulle spalle della Merkel. “Bravi, bene, bis”. Dopo il pasticciaccio sull’Imu finito nel peggiore dei modi – con i contribuenti che si arrovellano il cervello per calcolare la mini imposta – è arrivato quello sulla scuola, che si va a sommare a quello incredibile sui nostri marò. Sembrava quasi risolto il problema degli insegnanti, dopo la furibonda lite Saccomanni-Carrozza. Ma con l’esecutivo Letta c’è sempre una sorpresa negativa dietro l’angolo e, pertanto, torna il caos degli scatti di anzianità degli insegnanti. E i sindacati esplodono. La Uil parla di «confusione che regna sovrana». E il perché è evidente: le parole lasciano il tempo che trovano se il governo non provvede a fare un provvedimento per il 2013 e ad avviare una trattativa per risolvere il sospeso del 2012. Il premier, se vuole risolvere il problema, dovrebbe già sapere cosa fare: con un decreto ha preso 300 milioni dalle retribuzioni del personale attraverso il blocco degli scatti di anzianità, adesso deve restituirli. Niente mezze misure e niente trucchi. L’Ugl, dal canto suo, rileva che finora i chiarimenti necessari non ci sono stati. Del resto le continue inversioni di marcia fanno preoccupare perché dimostrano che le idee non sono chiare, come non lo sono state per l’Imu e men che meno per i marò. Oppure sono troppo chiare ma inconfessabili. Il clima, già di per sè caldo, potrebbe presto diventare caldissimo, con gravi problemi per le famiglie. Tutto grazie all’ennesimo pasticciaccio del governo Letta. Che dovrebbe quantomeno farsi un esame di coscienza.