A Vienna il “ballo” indigesto all’estrema sinistra. Che scatena la guerriglia

Abito scuro per gli uomini. Ampio panneggio di vesti bianche e crinoline per le donne. E elmetto in testa appena usciti dal Palazzo. Sì, perché il ballo dell’estrema destra, organizzato dal partito austriaco Fpoe, ha scatenato questa notte a Vienna una vera e propria guerriglia urbana, con scontri violenti tra polizia e manifestanti e un bilancio di almeno venti persone ferite e molti strascichi polemici. Chi ha assistito alla scena giura che sembrava di vivere in due mondi ed epoche diverse: se da una parte si respirava l’atmosfera dorata della Vienna ottocentesca, tanto da potersi illudere di essere finiti sul set di uno dei film della principessa Sissi (peraltro ultima inquilina imperiale del palazzo di Hofburg in cui si è tenuto l’evento, con il marito Francesco Giuseppe); sul fronte opposto, dall’altro lato della strada, poteva sembrare invece di trovarsi nel mezzo di tafferugli tra forze dell’ordine e manifestanti di un paese comunista dell’Est negli anni Settanta-Ottanta. «Una situazione da Corea del nord», hanno scritto addirittura i giornali locali. Ma la polizia si è difesa parlando di «dimostranti molto aggressivi e radicali che hanno reso particolarmente difficile il loro lavoro».

Il più grande raduno dell’estrema destra è una tradizione nata su iniziativa delle corporazioni studentesche mezzo secolo fa: un rito classico che si rinnova ogni anno nella residenza imperiale di Hofburg, dove tornano a risuonare brani celebri del repertorio straussiano, echi della tradizionale cultura mitteleuropea. Solo che ieri, mentre gli invitati volteggiavano al ritmo di valzer, in strada si scatenava l’inferno tipico di più prosaici scenari di contestazione metropolitana, rigorosamente accompagnati dall’assordante suono delle sirene: vetrine rotte, cassonetti scaraventati in strada, auto distrutte. Circa 6.000 manifestanti al grido di «siamo antifascisti» hanno sfidato i 20.000 poliziotti schierati attorno alla “zona rossa” che includeva quasi tutto il centro storico di Vienna. Gli agenti – a cui i media non hanno risparmiato le proverbiali critiche –si sono ritrovati a rispondere alle provocazioni violente dei manifestanti, ricorrendo anche all’utilizzo di gas lacrimogeni, spray urticanti e manganelli. Del resto, «sembravano come fuochi d’artificio e l’aggressività dei radicali di sinistra faceva paura», ha detto una stessa dimostrante pentita costretta ad abbandonare la manifestazione per l’irruenza dei suoi compagni di dissenso. Un dissenso teorizzato con una semplicistica dichiarazione d’intenti: «Si tratta di fermare il più grande raduno dell’elìte d’estrema destra europea», ha dichiarato Natascha Strobl, portavoce del collettivo “Offensiva contro la destra”. Un’impresa ardua, considerato anche il fatto che il partito di Heinz-Christian Strache, promotore del ballo e quest’anno presente all’evento, rappresenta la terza forza politica in Austria, con il 20,5% dei voti alle legislative 2013.