A Livorno la toponomastica cambia in una notte per ricordare il vecchio Pci

Con un colpo di pennarello dalla sera al mattino a Livorno le strade cambiano nome per ricordare la nascita del Pci, nato appunto nella città toscana il 21 gennaio del 1921. Le fanfare della sinistra suonano a festa, ma la stampa tace, sui giornali non c’è nessun commento al vetriolo, nessuno si scandalizza. Un atteggiamento molto diverso da quello che negli anni è stato riservato a Giorgio Almirante. Dedicare una strada al leader del Movimento sociale italiano è sempre stato considerato una sorta di lesa maestà, dalla sinistra e dall’Anpi. Ogni qualvolta un sindaco ha accarezzato l’idea di intitolare una via al segretario del Msi si è, infatti, scatenato un ridicolo putiferio. E solo la forza di un personaggio come Almirante ha permesso che in molte città ci sia il ricordo del più grande protagonista della storia della destra italiana. La sinistra ha mantenuto proprio sulla toponomastica delle città una sorta di imprimatur:  c’è più di una targa dedicata a Karl Marx, a Lenin, a Stalin e anche a Tito, allo storico leader vietnamita Ho Chi Minh, a Mao Tze Tung, a Trotsky. Poi ci sono strade e viali dedicati a Palmiro Togliatti e Antonio Gramsci. A Livorno, dunque, proprio in questi giorni in attesa del consueto corteo per celebrare la ricorrenza che si terrà sabato 25 gennaio per le vie del centro, sotto la toponomastica ufficiale di alcune vie e piazze cittadine sono state posizionate le targhe della toponomastica alternativa che intitolano le stesse a esponenti del partito livornesi. Così per citarne alcune, piazza Cavour diventa piazza Ilio Barontini, via Cairoli è via Teresa Mattei, mentre piazza Grande è piazza Otello Frangioni, tutte personalità legate alla storia del Pci. «Nella notte tra il 20 gennaio e la mattina del 21 gennaio – scrivono i rappresentanti del Centro politico 1921 sul loro sito web – sono state rinominate alcune strade della nostra città, intitolandole ad alcuni compagni comunisti livornesi che hanno lottato contro il fascismo e hanno partecipato alla resistenza partigiana. Compagni e compagne che credevano fermamente in un cambio radicale della società e che hanno lottato tutta la vita, subendo carcere, persecuzioni e uccisioni. Persone che vogliamo ricordare nel giorno dell’anniversario della nascita del Partito comunista d’Italia». Alla faccia della fase nuova di Renzi.