Viminale stile anni ’70: i forconi? Nella “lista nera” ci sono Fratelli d’Italia, Storace, Fn e Casapound

Qualcuno spieghi ad Armando Forgione, direttore del Servizio ordine pubblico del Viminale, che gli anni Settanta sono passati da un pezzo, così come è solo un lontano ricordo l’emarginazione della destra, l’arco costituzionale, la pregiudiziale antifascista, la messa in stato di accusa di personaggi di enorme spessore come Almirante e Romualdi. Qualcuno gli spieghi che lo slogan “fascisti carogne tornate nelle fogne” è antiquariato della politica. E che le “liste dei cattivi” non funzionano più, non fanno breccia nell’opinione pubblica. Forgione ha tentato di far resuscitare – adattandoli al presente – gli schemi zeppi di pregiudiziali, criminalizzando le manifestazioni dei forconi e tentando di fornire i nomi dei “colpevoli”. In un’intervista al Messaggero il suo ragionamento è stato più o meno questo: la protesta è imprevedibile perché non c’è un vero interlocutore, c’è però chi vuole tenere le acque agitate, la connotazione è di destra. E chi sarebbero questi agitatori? L’elenco è bell’e pronto: Forza Nuova, CasaPound, Fratelli d’Italia e Storace. Ossia, chi è sceso in piazza e chi non ha partecipato al coro di sdegno nei confronti dei manifestanti, magari dicendo soltanto che quelle voci esprimono un dissenso che la politica dovrebbe ascoltare e magari capirne i contenuti. Una tesi che ha dell’incredibile, inaccettabile, buttata in pasto ai cronisti per una nuova “caccia alle streghe” o a fantomatici pericoli in nero. «Trasecolo – ha detto Francesco Storace – nel leggere dichiarazioni attribuite al dottor Forgione, che mi individua personalmente tra gli agitatori della protesta dei Forconi. Se questo funzionario mi ha visto in qualche piazza a sobillare qualcuno, ha il dovere di indicare dove e quando io sono stato individuato personalmente. Altrimenti, il ministro Alfano ha il dovere di rimuovere un dirigente bugiardo, che indica tre partiti – Casapound, Forza Nuova, Fratelli d’Italia – e una persona, il sottoscritto, tra quelli che presenziano alle manifestazioni. Siccome il titolare del Viminale ha additato come delinquenti i partecipanti alle manifestazioni, voglio sapere chi devo denunciare tra i due. Se volete trasformare l’Italia in un inferno ci state riuscendo, signori del governo e della maggioranza parlamentare. Scrivere non è ancora un reato. Denunciate, io sarò assolto di nuovo e voi farete l’ennesima figuraccia che vi spetta».

«I nostri militanti – ha detto a sua volta Fabio Rampelli – sono stati vicini a chi, in maniera del tutto pacifica e legittima, ha manifestato in piazza sventolando il tricolore. Del resto, chiunque sventola il tricolore è amico di Fratelli d’Italia. Di sicuro siamo contro qualsiasi degenerazione e non si capisce il motivo per cui non dovremmo dare un supporto organizzativo a manifestazioni civili, ossia a quelle che non sfociano in alcun tipo di violenza… è compito della politica ascoltare la voce di chi soffre, di chi è esasperato, di chi vede il proprio Paese chiuso in un tunnel senza fine. Non mi sembra invece che tutti gli indignati dell’ultima ora, che gridano allo scandalo contro i forconi, abbiano avuto parole di condanna per quelle manifestazioni dei centri sociali finite con le molotov e i cassonetti bruciati».