Varsavia scarcera 12 tifosi laziali: «Sono gli ultimi». Ma per l’Ambasciata italiana ne mancano ancora 6

«Sono stati scarcerati gli ultimi 12 tifosi della Lazio fermati in Polonia prima della partita contro il Legia Varsavia, a fine novembre. Lo ha annunciato il portavoce della procura di Varsavia, Przemyslaw Nowak, citato dalla Pap. Tutti e 12 i tifosi «hanno riconosciuto i fatti, hanno accettato pene di carcere con la condizionale e si sono impegnati a rispettare l’interdizione di  non assistere a partite di squadre polacche», ha precisato il portavoce. Tuttavia, secondo i calcoli dell’Ambasciata italiana a Varsavia, mancherebbero all’appello ancora sei tifosi italiani. Diventa tragicomica la vicenda iniziata il 28 novembre scorso e, ancora non arrivata al termine. Il 28 novembre, poco prima della partita di calcio di Europa Legue Legia Varsavia-Lazio, 153 tifosi della Lazio erano stati fermati in una colossale retata nel centro di Varsavia. A detta dei testimoni italiani, una sorta di rastrellamento preventivo, attuato dalla polizia polacca, che aveva poi riservato ai supporter italiani un trattamento da gulag. Successivamente, di questi fermati, 22 tifosi italiani erano stati imprigionati nel carcere di massima sicurezza di Varsavia. Lo stesso penitenziario che, negli anni della cortina di ferro, era riservato ai dissidenti del regime di Jaruzelski. Secondo quanto riferito dalla polizia di Varsavia, quella sera gli agenti avevano affrontato lanci di pietre e bottiglie e avevano fermato i 153 tifosi: la maggior parte di loro sono stati rilasciati, condannati al carcere con la condizionale, ad ammende o al divieto di entrare negli stadi, e sono tornati in Italia. Tuttavia, dalle informazioni raccolte dall’ambasciata italiana, è emerso che solo «un limitato gruppo di tifosi ha avuto un comportamento aggressivo nei confronti delle forze dell’ordine, ma la maggior parte no». Molti però hanno raccontato di essere stati «trattati malissimo, con pochissimo cibo e acqua da parte delle autorità competenti».  Nonostante le timide richieste del premier Letta (in visita ufficiale a Varsavia il 5 dicembre) e le sollecitazioni del ministro degli Esteri Emma Bonino, l’Italia non è riuscito a ottenere alcunché dal governo polacco. Una vicenda che ha messo in risalto per l’ennesima volta lo scarso peso internazionale del nostro governo.