Terzo giorno di protesta dei Forconi: interviene la polizia ma continuano presidi e blocchi stradali. Ferro: i media disinformano

Terzo giorno della protesta del movimento dei Forconi in tutta Italia con presidi e blocchi stradali. A Torino, epicentro della contestazione, dopo le parole del sindaco Fassino che invitava a non paralizzare la città e quelle del ministro Alfano che ha intimato «di non mettere a fuoco le città», è stato sgomberato dalla polizia, che ha identificato numerose persone, il presidio di piazza Derna. Le forze dell’ordine hanno sgomberato anche il blocco al casello di Carmagnola, sulla Torino-Savona. Ma gruppi di dimostranti si sono nuovamente radunati in piazza Castello. Intanto sono partite le inchieste della magistratura: trentadue persone sono state denunciate nel corso delle operazioni di ripristino della viabilità e sgombero dei blocchi stradali, accusate, a vario titolo, di violenza privata in concorso per “plurimi e arbitrari blocchi alla circolazione stradale”. Altre sedici sono state identificate nell’ambito delle manifestazioni e blocchi stradali avvenuti a Venaria. Nella notte, invece, è stato regolare il carico di frutta e verdura sui camion al Centro agroalimentare di Grugliasco, nonostante la protesta di 200 manifestanti. Anche qui c’è stato l’intervento della polizia che ha impedito di bloccare l’accesso ai mezzi. Un blocco stradale si è formato ad Avigliana, alla rotonda tra l’uscita dell’autostrada Torino-Bardonecchia e la statale 25. La stazione ferroviaria di Bra è stata occupata. In Veneto restano i presidi ma il traffico automobilistico al momento è regolare. A Milano sono tornati in piazzale Loreto i manifestanti del Movimento dei Forconi con in testa al corteo un cartello recante la scritta “Il vostro tempo da onorevoli è finito”. Anche a Roma un gruppo di persone ha tentato di comporre una “catena umana” davanti a Montecitorio ma è stato bloccato dalla polizia, che ha fermato e portato in commissariato tre persone.
«Continua il complotto dell’informazione contro le nostre proteste: ci invitano in Tv a parlare per due-tre minuti per chiederci di violenze e infiltrazioni criminali. Ma noi vogliamo parlare dei motivi dello sciopero e, se ciò non accadrà, ci potranno essere problemi seri». Lo afferma il leader dei Forconi in Sicilia, Mariano Ferro, che torna a chiedere un “diritto di tribuna” sulle televisioni nazionali e che sul tema ha annunciato una conferenza stampa nella piazza Umberto I di Avola, nel Siracusano. «I giornalisti – sostiene Ferro – parlano soltanto dell’ordine pubblico. Lo fanno per coprire la povertà, il disagio e la rabbia che monta tra i cittadini. Cercano di spostare l’attenzione su scontri e blocchi. Ma sui veri problemi della gente tacciono, forse perché ci temono. In Sicilia – ricorda il leader dei Forconi – non ci sono manifestazioni “eclatanti” perché noi rispettiamo le leggi, ma questo non vuol dire che sotto la cenere non covi il fuoco, e che non ci sono persone sull’orlo del baratro pronti a fare sfogo alla loro disperazione. Per bloccare tutto – conclude Ferro – abbiamo bisogno di spiegare alla gente, a tutti gli italiani, quello che c’è a monte e dietro la protesta, altrimenti la situazione potrebbe diventare ingovernabile». Dal canto suo, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha dichiarato: «Abbiamo segnali chiari da parte dell’intelligence: non sto qui ad aggettivare le ali estreme di questo movimento, ma certamente abbiamo gli occhi su di loro e sapremo cosa fare se esagerano».