Stamina, primo “verdetto” dei medici di Brescia: «Nessun miglioramento dalla cartelle cliniche»

Un primo verdetto arriva dai medici di Brescia: «Non c’è alcuna prova documentata di miglioramenti reali nei pazienti sottoposti al trattamento stamina”. È questa la sintesi delle 36 schede relative alle cartelle cliniche elaborate dagli Ospedali Riuniti di Brescia e consegnate agli esperti del primo Comitato istituito dal ministero della Salute. Gli esperti della Commissione hanno ricevuto da Brescia quindi solo una estrema sintesi delle già lacunose cartelle cliniche a disposizione. Nel materiale, tutto secretato ma anticipato da fonti attendibili di stampa, vengono riportati solo alcuni casi di miglioramento auto valutato dal paziente o dalla famiglia, ma non certificato dalle analisi. Nella maggior parte delle schede non vengono riportati effetti collaterali alle infusioni alle quali sono stati sottoposti i malati, ma negli aggiornamenti più recenti, fermi al 25 novembre, non si registrano miglioramenti.

Un primo “verdetto” scientifico che oggi sarà duramente contestato dalle famiglie degli ammalati, con certificati medici di neurologi, neuropsichiatri ed altri specialisti che attesterebbero miglioramenti ottenuti dai bambini che hanno effettuato le infusioni secondo il metodo Stamina a Brescia, oltre che la mancanza di effetti collaterali. E poi con “cartelle di dimissioni dei piccoli, che lo stesso ospedale rilascia al termine di ogni infusione e dove vi è nero su bianco quanto fatto”. Saranno questi, secondo Guido De Barros, il papà della piccola Sofia, alcuni dei documenti che verranno mostrati domani ai giornalisti in una conferenza stampa a Roma organizzata dai genitori dei pazienti in cura con il metodo Stamina a Brescia. A presenziare alla conferenza stampa, durante la quale, sottolinea De Barros, “si metteranno in evidenza anche delle mancanze, come quella dell’ospedale, che non ha effettuato visite diagnostiche di follow up”, oltre a una decina di genitori anche il dottor Marcello Villanova, neurologo dell’ospedale “Nigrisoli” di Bologna e la dottoressa Imma Florio, pediatra di Sofia. Non ci sarà invece il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni perché, evidenzia il papà della piccola affetta da leucodistrofia metacromatica e che sta effettuando le infusioni secondo il metodo Stamina da un anno, “questa è un’iniziativa dei genitori”. «Annunceremo anche la costituzione di una Onlus dei genitori dei pazienti in cura a Brescia, indipendente e libera», conclude De Barros.