Sorpresa: le scuole paritarie non sono più il nemico pubblico numero 1 (e il governo le può finanziare)

Le barricate stavolta non ci sono state. E il governo ha potuto destinare senza problemi alle scuole paritarie i fondi necessari a rimanere in vita. Potenza delle larghe intese e della presenza nei luoghi di comando, che riescono a sedare anche la sinistra più barricadera, quella che negli anni passati, durante i governi di centrodestra, è stata pronta a gridare alla svendita della cultura ogni volta che si parlava di diritto all’istruzione e all’educazione tout court, ovvero comprendendo anche le scuole private. Stavolta nulla, neanche da Sel, che sarà pure all’opposizione, ma giovandosi di caselle chiave come la presidenza della Camera. Meglio così per le oltre tredicimila scuole paritarie italiane, frequentate da un milione di studenti. I fondi per il 2014, infatti, sono stati quasi integralmente ripristinati nella legge di stabilità, senza che nessuno ne mettesse in discussione la destinazione. La notizia è stata data oggi dal sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, che ha ricordato come il fondo era sceso a 274 milioni per il 2014 dai 500 milioni del 2013. Ma «con il reintegro contenuto nella legge di stabilità pari a 220 milioni, il fondo – ha chiarito il sottosegretario – arriva quasi alla cifra prevista per l’anno in corso, e tocca quota 494 milioni». Di più, Toccafondi ha anche detto quello che, per certa sinistra, proprio non si dovrebbe mai dire: «Abbia voluto dare certezze per le scuole paritarie, nella consapevolezza che queste svolgono una funzione pubblica e collaborano per il bene comune e l’educazione. Scuola statale e scuola non statale rappresentano le due gambe sulle quali si sorregge il sistema di istruzione pubblico, per questo motivo governo e maggioranza hanno collaborato per sbloccare tutti i fondi 2013». E stavolta l’unica voce che si è levata è stata quella dell’Associazione dei genitori delle scuole cattoliche, che ha parlato di «un passo positivo».