Serial killer in permesso premio fa perdere le sue tracce: era già evaso nel 1989

Ha fermato all’alba un panettiere a Savona, minacciandolo con una pistola e si è fatto portare in auto a Genova dove doveva rientrare in carcere dopo un permesso-premio,poi ha fatto perdere le sue tracce. Protagonista Bartolomeo Gagliano, 55 anni, serial killer accusato di tre omicidi, due prostitute e un omosessuale. «Non ce lo aspettavamo, negli ultimi tempi il suo atteggiamento era molto migliorato. È una decisione che ci ha stupiti». Così Salvatore Mazzeo, direttore del carcere genovese di Marassi, commenta la fuga. Per lui era il terzo permesso premio e lo aveva ottenuto per motivi familiari: doveva andare a trovare la madre a Savona. Gagliano, siciliano trasferitosi da bambino a Savona, è un personaggio considerato «molto pericoloso» dalle forze dell’ordine. Ha alle spalle tre omicidi e un tentato omicidio. Il primo delitto risale al 1981 quando uccise a Savona, sfondandole il cranio con una pietra, Paolina Fedi, di 29 anni, prostituta. Venne condannato a otto anni di manicomio criminale a Montelupo Fiorentino da dove evase nel 1989, assassinando poco dopo a colpi di pistola un transessuale uruguayano e un travestito e poi ferendo gravemente una prostituta. Azioni condotte assieme ad un complice, Francesco Sedda. La sua ‘firma’ sugli omicidi, ricordano gli inquirenti, era un colpo di pistola alla bocca. La sua carriera criminale è poi segnata da evasioni da ospedali psichiatrici, rapine, detenzione di armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni, estorsioni. Era stato giudicato totalmente infermo di mente. All’inizio della detenzione il serial killer aveva dato seri problemi: cercava sempre la rissa, era violento e conflittuale con gli altri detenuti e le guardie penitenziarie. Negli ultimi tre anni, invece, si era calmato e aveva tenuto una condotta regolare. Gli inquirenti che indagano sulla vicenda sono convinti che ha deciso all’ultimo momento di non rientrare nella casa circondariale dopo il permesso premio.