Scontri davanti al Pirellone. Sei agenti feriti dagli studenti che urlano “né Maroni né Forconi”

Poteva andare peggio davanti al Pirellone di Milano qualche ora fa. È di tre agenti feriti, trasportati all’ospedale in condizioni non gravi, e di qualche manifestante contuso, il bilancio degli scontri avvenuti davanti alla Regione Lombardia tra le forze dell’ordine e gli studenti in corteo per “il diritto allo studio”. I tafferugli sono esplosi quando i manifestanti hanno deviato il corteo partito dal centro verso piazza duca D’Aosta e cercato di entrare negli uffici della Regione dall’ingresso laterale di via Fabio Filzi lanciando uova e vernice rossa per la gioia delle divise degli agenti. È la risposta della sinistra milanese al movimento dei forconi che infiamma l’Italia? L’intento polemico c’è, visto che al corteo gli slogan più gettonati sono “Né Maroni né Forconi” oppure “Maroni e Forconi tutti fuori dai coglioni”. Gli studenti milanesi, insomma, ce l’hanno con il governatore leghista e la protesta di questi giorni che hanno subito battezzato “fascista” per non sbagliarsi (un po’ frettolosamente come la stampa). Dopo i momenti di tensione davanti alla Regione Lombardia, la situazione si è tranquillizzata e il gruppo più duro, formato da 200-300 studenti, ha ripreso il corteo seguito da polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, verso i quali prima erano state anche lanciate delle bottiglie di vetro. La protesta è entrata anche all’interno del Pirellone dove quattro studenti e due insegnanti, già all’interno del palazzo, hanno interrotto i lavori del Consiglio regionale urlando frasi offensive all’indirizzo dei consiglieri. Mission ufficiale: la doppia opposizione ai soldi alle scuole private e i tagli alla scuola pubblica. La seduta è stata sospesa e, neanche a dirlo, i consiglieri grillini hanno abbandonato eroicamente i loro banchi in segno di solidarietà con i manifestanti.