Roma, via libera nella notte al bilancio. Il centrodestra denuncia gravi irregolarità e si appella al Tar

Roma è salva dal default. Dopo una maratona durata poco più di due settimane nella notte il consiglio comunale ha approvato il bilancio 2013. Lo spettro del commissariamento è stato definitivamente allontanato dal Campidoglio anche se gran parte dell’opposizione di centrodestra – Ncd, Forza Italia e l’ex sindaco Gianni Alemanno – annuncia di aver presentato un ricorso al Tar e denuncia “una montagna di irregolarità alta come l’Everest”. L’ok dall’aula Giulio Cesare è arrivato poco prima di mezzanotte. La manovra di 6,5 miliardi di euro è stata approvata con 29 voti favorevoli, 16 contrari e un astenuto. «Dopo oltre un anno Roma ha il suo bilancio di previsione – commenta il sindaco di Roma Ignazio Marino – Da oggi possiamo finalmente programmare le scelte future di questa città». L’approvazione era prevista in nottata ma la votazione è stata “accelerata” dall’assenza di tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle durante la discussione degli emendamenti da loro presentati. La loro assenza ne ha causato la decadenza. Ieri pomeriggio era arrivato intanto l’ok della giunta capitolina al maxi-emendamento al bilancio. Un documento “killer” che aveva fatto decadere tutti gli emendamenti presentati in consiglio comunale dalle opposizioni, circa 38mila.

Intanto l’opposizione ricorre al Tar: «Solo un commissario può mettere le cose a posto – dice l’ex vicesindaco di Roma Sveva Belviso (Ncd) – e dare alla Capitale d’Italia nuovo respiro e nuovo sviluppo. Confidiamo nei magistrati amministrativi, cui abbiamo doverosamente sottoposto una montagna di irregolarità nelle procedure per l’approvazione del Bilancio. Una montagna di irregolarità alta come l’Everest». La richiesta formale al Tar è di sospendere prima e poi annullare in sede di giudizio di merito (è chiesto anche un intervento immediato e urgente del Tar in composizione monocratica) la convocazione dell’Assemblea per la votazione e l’approvazione delle delibere propedeutiche all’approvazione del Bilancio, la dichiarazione di inammissibilità di tanti emendamenti, nonché la proroga di venti giorni concessa dal Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro per l’approvazione della manovra. C’è poi un altro nodo per il Campidoglio: le voci di un imminente rimpasto della giunta Marino. C’è chi mormora che possa avvenire subito dopo l’approvazione in aula del bilancio ma molto probabilmente, se dovrà accadere, se ne parlerà dopo Natale quando potrebbero farsi più insistenti le pressioni da parte del Pd.