Putin mantiene l’impegno e concede la grazia all’ex magnate russo Mikhail Khodorkovski

Mikhail Khodorkovski, l’ex magnate russo in carcere da dieci anni, è libero. Alla fine ha ceduto e ha chiesto la grazia che Vladimir Putin ha subito firmato. «Guidato dai principi umanitari, io decreto: graziare il condannato Khodorkovski Mikhail Borisovich, nato nel 1963 a Mosca, liberandolo da un’ulteriore punizione carceraria», si legge nel decreto firmato dal presidente russo. Khodorkovski, che aveva recentemente inviato una richiesta di clemenza, si era sempre rifiutato di chiederla prima, perché questo atto implica il riconoscimento di un senso di colpa. Il miliardario, comunque, avrebbe finito di scontare la sua pena ad agosto 2014. Secondo Kommersant che cita una fonte anonima, l’ex oligarca capo della Yukos caduto in disgrazia, si sarebbe convinto a scrivere la propria domanda di grazia a Putin dopo una “visita” dei servizi segreti russi in cella, Mikhail Khodorkovski. Secondo la fonte pochi giorni fa Khodorkovski, che si fino a qualche giorno fa si era sempre dichiarato innocente rifiutando di chiedere la grazia, sarebbe stato interrogato da agenti della sicurezza a Segezha in Carelia nel nord della Russia dove stava scontando la propria pena. Questi lo avrebbero informato del deterioramento della salute della madre, malata di cancro, e della prossima istituzione di un nuovo procedimento penale a suo carico. La conversazione, che sarebbe avvenuta senza avvocati, avrebbe costretto l’ex miliardario a fare appello al presidente russo. Durante l’annuale conferenza stampa Putin aveva detto di «non vedere prospettive» in un terzo caso Yukos, e a margine aveva annunciato che Khodorkovski «di recente» gli aveva inoltrato domanda di grazia citando la malattia della madre e invocando «ragioni umanitarie».