Putin: «Difendiamo la famiglia tradizionale contro il caos delle tenebre»

Essere al centro delle critiche della stampa di sinistra significa dire cose scomode, esprimere concetti sgraditi ai radical chic e alle lobby del pensiero “politicamente corretto”. Non è un caso, dunque, se Putin viene bersagliato dalla critiche, ogni sua parola distorta, ogni sua iniziativa criminalizzata, in particolar modo il divieto di propaganda gay ai minori che è stato stravolto e raccontato in modo diverso in ogni angolo del mondo. Ma il leader russo non si è lasciato condizonare e nel suo annuale discorso alla nazione, è tornato a proporre con forza la Russia come baluardo dei valori tradizionali, in particolare quelli della famiglia, in contrasto all’Occidente che «sta rivedendo le sue norme morali ed etiche». Putin ha detto una verità incontestabile, il tentativo di far venir meno i valori che hanno fatto la storia dell’Occidente è palese e la demolizione parte proprio dall’interno dei singoli paesi. «Sappiamo che c’è un crescente numero di persone nel mondo che sostiene la nostra posizione sulla necessità di difendere i valori tradizionali, che hanno costituito le fondamenta di ogni nazione civilizzata per millenni», ha puntualizzato. «Oggi molti Paesi stanno rivedendo le loro norme morali ed etiche, cancellando le loro tradizioni nazionali e le differenze tra nazioni e culture. Ora alla società è richiesto di riconoscere sensatamente i diritti individuali alla libertà di coscienza, alle opinioni politiche e alla vita privata, ma anche all’uguaglianza tra bene e male», ha aggiunto, precisando che la Russia rifiuta quella «sedicente tolleranza, sterile, che non fa differenza tra i sessi». La Russia in materia, ha spiegato, ha «un punto di vista conservatore, ma il conservatorismo ha per scopo di impedire» anche un movimento «verso il basso, nel caos delle tenebre», ha spiegato, citando il filosofo ortodosso Nikolai Berdiaev, costretto all’esilio dalla Russia dalla rivoluzione bolscevica.