Obama stringe la mano a Castro. Ma il debito a Cuba glielo condona Putin…

La più famosa stretta di mano recente fu senza dubbio quella tra il presidente della Siria Bashar al Assad e il suo omologo israeliano Moshe Katsav nel corso dei funerali di papa Giovanni Paolo II, ma alle esequie di Mandela si è assistito a un altro gesto di disgelo: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha stretto la mano al leader cubano Raul Castro allo stadio di Johannesburg. Il leader di Cuba, riferisce la Reuters, ha sorriso quando Obama gli ha stretto la mano prima di salire sul podio per parlare e salutare Nelson Mandela come «un gigante della storia». Dall’Avana si spera che la stretta di mano potrebbe significare «l’inizio della fine dell’aggressione statunitense contro Cuba», come si legge sul sito ufficiale cubano Cubadebate.cu che pubblica la foto storica. Parlando del leader sudafricano scomparso, Raul ha detto «ricordo il legame affettivo tra Fidel e Mandela. Cuba ha avuto il privilegio di combattere accanto alle nazioni africane», ha aggiunto Castro, e questo è verissimo, perché mentre da una parte Cuba si lamentava dell’embargo occidentale che la riduceva alla fame, dall’altra mandava soldi, armi, mezzi, consiglieri militari e truppe alle fazioni marxiste armate di tutta l’Africa, come ad esempio Angola e Mozambico.

Ma se Obama sperava con questo gesto di riattirare Cuba nell’orbita statunitense, è destinato ad avere una grossa delusione: Mosca e Cuba avrebbero già firmato un accordo per cancellare il 90% del vecchio debito dell’Avana nei confronti dell’ex Unione Sovietica che ammonta a 32 miliardi di dollari. Lo riferiscono i media russi citando un’esclusiva Reuters. L’accordo, dopo 20 anni di controversia tra gli ex partner economici, era stato annunciato a febbraio durante la visita del premier russo Dmitri Medvedev a Cuba, e secondo anonime fonti diplomatiche russe ed europee sarebbe stato finalizzato a ottobre scorso. Per entrare in vigore deve essere approvato dalla Duma, camera bassa del parlamento russo. Per ora nessun commento o conferma ufficiale né da Cuba né dalla Russia. Secondo le fonti, sarebbero abbonati così 29 miliardi di dollari di debito mentre i restanti 3,2 miliardi di dollari saranno pagati da Cuba entro i prossimi 10 anni e sono in corso trattative su come l’isola, in grandi difficoltà finanziarie e sotto embargo Usa da decenni, possa saldarlo. L’accordo potrebbe preludere a nuovi investimenti e scambi commerciali, e aprire la strada a colloqui con il Club di Parigi (gruppo informale di governi creditori dell’isola comunista tra cui Canada, Francia, Germania, Giappone, Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti), verso i quali l’economia cubana ha sulle spalle un altro debito che ammonta a circa 36 miliardi di dollari: Mosca si sarebbe impegnata a lavorare con l’Avana per raggiungere un’intesa con il Club. Tra l’altro, negli anni Settanta Urss e Cuba lavoravano insieme nel sostenere e armare i gruppuscoli comunisti in tutto il mondo.