Nordcorea, è l’ora delle purghe: fucilato il numero due del regime

In Corea del Nord, uno degli ultimi Stati comunisti del mondo, è stato instaurato un autentico “regno del terrore”, con un purga che ha visto la caduta del numero due del regime Jang Song-taek e di decine di suoi sostenitori. È l’accusa lanciata dalla presidente sudcoreana Park Geun-hye, che ha sottolineato che l’epurazione ha lo scopo di consolidare il potere del 30enne leader Kim Jong-un, detto “il Grande Successore” o anche “il Brillante Compagno”. Il dramma in corso a Pyongyang, ha avvertito la presidente, potrebbe «danneggiare ulteriormente» le già pessime relazioni tra i due vicini. Secondo fonti semi-ufficiali cinesi, lo stesso Jang sarebbe stato passato per le armi. I media sudcoreani danno per certa l’esecuzione di due stretti collaboratori di Jang e affermano che sono in corso arresti su vasta scala. «La Corea del Nord sta mettendo in atto un regno del terrore, intraprendendo un’epurazione su vasta scala per rafforzare il potere di Kim Jong-un», ha detto ancora Park. I servizi d’informazione di Seul sostengono inoltre che per ordine di Kim Jong-un sono state fucilate 17 persone nel 2012 e 40 nel 2013. Park è salita al potere all’inizio dell’anno, mentre la Corea del Nord conduceva il suo terzo test nucleare, riaffermando il proprio status di potenza atomica. Nel 2010, poco dopo l’ascesa al potere di Kim Jong-un, Pyongyang ha bombardato un’isola sudcoreana, uccidendo due soldati. Jang Song-taek è uno zio acquisito di Jong-un per aver sposato Kim Kyong-hui, sorella dello scomparso leader e padre di Jong-un, Kim Jong-il. La dinastia dei Kim è stata fondata dal padre di Jong-il, Kim Il-sung, dopo la fine della guerra civile del 1950-53. Non è chiaro cosa abbia provocato la crisi, che è stata gestita in modo insolito da Jong-un: per la prima volta nella storia della Corea del Nord, la tv di Stato ha mandato in onda le immagini di Jang che veniva accusato nella riunione del Politburo di «atti criminali», di voler contestare l’autorità di Jong-un e di aver condotto una vita dissoluta fatta di party e belle donne. La trasmissione si conclude con un depresso Jang portato via da due militari. Persino la Cina, unico Paese alleato di Pyongyang è stata presa di sorpresa dalla crisi. Lo testimonia un editoriale del quotidiano governativo Global Times, che suggerisce l’opportunità di organizzare una visita in Cina di Kim Jong-un, che sarebbe la prima. Al contrario, Jang Song-taek era considerato il promotore di riforme economiche sul modello cinese e aveva visitato più volte il Paese. Nel 2012 era stato ricevuto con tutti gli onori dagli allora leader Hu Jintao e Wen Jiabao. Il giovane Kim sembra invece essere completamente al di fuori del controllo di Pechino. Esperti di relazioni tra la Cina e la Corea del Nord affermano che la dirigenza cinese teme un nuovo esperimento nucleare nordcoreano (sarebbe il quarto), che metterebbe in seria difficoltà la sua politica volta ad ottenere una penisola coreana libera da armamenti atomici.