Nel Nord Corea scattano le purghe “modello Stalin”: arrestato in pubblico il numero due del regime

Jang Song-thaek, l’ex potente zio e “tutore” del giovane leader Kim Jong-un, ha subito l’onta dell’ arresto pubblico, durante la riunione del Politburo del Partito dei Lavoratori di ieri. Le immagini trasmesse dalla Kctv, la tv di Stato della Corea del Nord, non hanno lasciato dubbi, mostrando Jang portato via da due ufficiali in uniforme di fronte al giovane Kim che, a capo della riunione, sfoggia un inedito paio di occhiali. Tra le numerose accuse a suo carico, l’agenzia ufficiale Kcna menziona quelle sulla «formazione di una fazione» all’interno del partito unico, spinto dalla «sua ambizione politica» al fine di «aumentare la sua influenza». Inoltre, abuso dei potere, relazioni improprie con diverse donne, uso di droghe e sperpero di valuta al casinò mentre riceveva cure mediche all’estero. È la prima volta dagli anni ’70 che in Corea del Nord sono stati diffusi filmati sull’arresto di un funzionario di vertice, ma in questo caso il fatto è più eclatante considerando che Jang era considerato il numero due del regime, forte della vicepresidenza della potente Commissione nazionale di Difesa, l’organo più potente nella complessa struttura istituzionale della Corea del Nord. L’epurazione «sembra essere volta a stabilire la leadership monolitica di Kim e a consolidare la sua base di potere», ha spiegato all’agenzia sudcoreana Yonhap, un funzionario del ministero dell’Unificazione di Seul. La purga di Jang, il cui nome è sparito dai siti web dei media ufficiali, e la fucilazione dei più stretti collaboratori potrebbe causare un senso di forte insicurezza nella nomenklatura, mentre è incerta la sorte sua e della moglie Kim Kyong-hui, sorella del “caro leader” Kim Jong-il, padre del «giovane generale».

Quello di Pyongyang è il regime più povero e spietato del mondo, governato secondo i parametri dell’antica Unione Sovietica, nel segno dell’ideologia marxista-leninista. Condizione di miseria paradossale se si considera che, a pochi chilometri la Corea del Sud dal punto di vista sociale ed economico è una superpotenza mondiale. Ai primi posti tra i Paesi industrializzati, patria dei colossi automobilistici Hyundai e Kia e di quelli della telefonia ed elettronica Lg e Samsung. Stessa popolazione, identico territorio. A fare la differenza c’è solo quel modello comunista che continua a seminare terrore e miseria.