Napolitano apre all’indulto per l’emergenza carceri. E il Parlamento subito si divide

«Il Parlamento deve avere il senso di responsabilità necessario per dire che vuol fare un provvedimento di indulto o dica chiaramente che non è necessario». Giorgio Napolitano approfitta dei riflettori sul convegno intitolato “La clemenza necessaria. Amnistia, indulto e riforma della giustizia” per tornare sul tema del sovraffollamento delle carceri dopo la sentenza della Corte di Strasburgo. Chiede chiarezza a un Parlamento diviso sul terreno minato di un provvedimento che rischia di apparire come un colpo di spugna per risolvere i problemi strutturali degli istituti di pena. «Il mio messaggio – ha spiegato il capo dello Stato al termine dell’incontro al Senato – indicava l’esigenza di misure per evitare un nuovo affollamento carcerario e anche la possibilità di un indulto, seguito anche da una amnistia». Poi ha chiarito di aver ascoltato con attenzione le parole del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky per le quali l’indulto è «la sola misura capace di ottemperare alle fortissime raccomandazioni e intimazioni della Corte di Strasburgo nei confronti dell’Italia». L’apertura del Colle non è piaciuta alla Lega («sarebbe una sciagura per la sicurezza dei cittadini», ha detto Nicola Molteni). Pesante il giudizio di Salvini affidato a Twitter: «Io dico che l’indulto non è necessario. E anche Napolitano non è necessario». Positivo il commento di Altero Matteoli. che auspica che i partiti accolgano il «reiterato appello» del presidente della Repubblica: «Una democrazia misura la sua reale forza anche se dimostra di essere capace di assicurare a chi ha sbagliato ed è recluso condizioni di civiltà nell’espiazione della pena».

Anche il ministro Annamaria Cancellieri, passate almeno finora le polemiche sul caso Ligresti, torna in campo confermando le preoccupazioni del Colle. «Porteremo in Consiglio dei ministri a breve un pacchetto di misure su carceri, processo penale e civile», ha detto sperando in un’ampia convergenza tra le forze politiche. Il titolare della Giustizia  ha annunciato «un provvedimento urgente per istituire la figura del garante nazionale per i diritti dei detenuti. Sarà un organismo indipendente – ha spiegato – con compiti di interpello per le istanze provenienti dai detenuti. Potrà proporre reclami al magistrato di sorveglianza in caso di inadempienze dell’amministrazione».