Messaggio alla Camera di Napolitano per “salvare” il governo dalla figuraccia sul decreto ritirato

“Massimo rigore” nel decidere l’ammissibilità degli emendamenti ai decreti legge nel corso del loro esame in Parlamento. Lo chiede Giorgio Napolitano in un messaggio alla Camera letto in aula dalla presidente Laura Boldrini e arrivato dopo il pasticcio sul decreto “salva Roma” prima approvato e poi ritirato. Napolitano ammonisce che “il limite nella reiterazione di norme già contenute nel dl Salva Roma nel dl Milleproroghe è individuato nell’insorgere di nuovi motivi di necessità ed urgenza”. Citando il caso del dl Salva Roma, “cui sono stati aggiunti 10 articoli per 90 commi”, il presidente Napolitano ripropone nella sua lettera ai presidenti delle Camere ed al presidente del Consiglio “la necessità di verificare con il massimo rigore la ammissibilità degli emendamenti ai decreti legge”. “Rinnovo – conclude Napolitano dopo aver citato sentenze della Consulta e propri precedenti interventi in materia – l’invito ad attenersi nel valutare l’ammissibilità di emendamenti ai decreti legge a criteri si stretta attinenza all’oggetto del provvedimento, anche adottando opportune modifiche dei regolamenti parlamentari”. E sulla riforma del regolamento proprio Laura Boldrini ha auspicato che si giunga a un testo di riforma entro gennaio.

Forza Italia aveva chiesto  “di sapere che cosa è successo tra il 23 ed il 24 dicembre. Vogliamo chiarezza. Sulla base di quali ragioni il decreto si lascia decadere dopo che su di esso è stata incassata la fiducia, un fatto che non ha alcun precedente?”. E proprio Brunetta aveva invocato una parola di chiarezza da parte di Napolitano, che è giunta con il messaggio alle Camere. Non è apparso molto contento Maurizio Gasparri: “Il decreto ‘milleproroghe’, a partire dalle vicende di Roma, non può essere piegato a mille esigenze. Siamo certi della vigilanza del Quirinale, ma siamo decisi a un serrato confronto parlamentare, che investe le procedure e la qualità della legislazione e che non potrà consentire confusioni, fughe in avanti, elargizioni di vario tipo e genere”.