Marò, la Camera approva solo un richiamo “soft” all’India: bocciato lo stop alle missioni anti-pirateria

Anche sulla sorte dei due marò ancora in India dopo quasi due anni il Parlamento è diviso: c’è chi è più agguerrito nel non arrendersi ai diktat di Nuova Delhi e chi si muove con cautela. Oggi la Camera ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il governo ad assumere «tutte le iniziative necessarie per ottenere un rapido ed onorevole rientro in Italia dei due Marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre». Quasi un atto dovuto che non si spinge oltre l’impegno generico. Sempre l’Aula infatti ha bocciato un ordine del giorno a firma Fabio Rampelli decisamente più duro nei confronti dell’esecutivo e della Farnesina. Il testo presentato da Fratelli d’Italia (hanno votato a favore anche Lega, Forza Italia e Cinquestelle) prevedeva «l’opportunità di sospendere la partecipazione dell’Italia alle missioni per il contrasto alla pirateria sino a che il caso dei due marò non trovi una soluzione onorevole ed essi possano far ritorno in patria». Dopo la bocciatura il gruppo guidato da Giorgia Meloni ha fatto sentire il suo “disappunto” con la reazione di Ignazio La Russa che ha urlato più volte “Vergogna!”. Il presidente della commissione Difesa, Elio Vito, invece ha commentato con soddisfazione l’esito del voto: «Si tratta  del primo voto su questa materia da parte del Parlamento». In base al testo approvato, il governo risulta anche impegnato «a porre in essere tutte le misure utili ad assicurare una idonea soluzione alla vicenda relativa ai sue fucilieri di Marina, conforme alle norme del diritto internazionale e degli accordi bilaterali».