Mamma Rai con la tessera Pd: la prova la dà Fazio, in ginocchio davanti al nuovo leader

Era ampiamente prevista l’ubriacatura televisiva. Come nelle precedenti primarie, alla faccia della par condicio, per giorni si è parlato solo di quant’è bravo Renzi, quant’è bello Renzi, come cammina Renzi, come gesticola Renzi, come sorride, come piange, come mangia, come beve. A parti invertite sarebbe scoppiato uno scandalo, sarebbe spuntata la favoletta del padrone delle tv che invadeva il piccolo schermo. E invece no, tutto giusto, tutto regolare, perché si parlava del Pd. Il massimo della genuflessione si è raggiunta con Fabio Fazio, che di solito si inginocchia senza darlo a vedere mentre stavolta non ha resistito a idolatrare i suoi amici.  Ha chiamato a raccolta tutti i big a Che tempo che fa e i protagonisti hanno fatto da grancassa alla propaganda della sinistra “democratica”. Uno spot pubblicitario enorme e gratuito, tanto da indurre Renato Brunetta a presentare un’interrogazione al presidente della Vigilanza Rai: «Tra gli ospiti in studio – scrive il presidente dei deputati di Forza Italia – era presente il giornalista di Repubblica, nonché autore dello stesso programma, Michele Serra. Inoltre, si sono registrati continui collegamenti video con il giornalista de La Stampa Massimo Gramellini, solitamente ospite fisso della trasmissione, che è stato per l’occasione inviato a Firenze presso il comitato elettorale del candidato, ora neosegretario del Pd, Matteo Renzi. La trasmissione condotta da Fabio Fazio si è sostanzialmente occupata di un singolo evento interno a un partito, considerandolo al pari di una elezione politica di rilevanza nazionale, al di là di ogni riconosciuto diritto di cronaca, con inviati, relativi collegamenti audio-video e ospiti ad hoc, tipici di un canale all news, piuttosto che di una trasmissione definita di infotainment. La puntata – sottolinea Brunetta – è stata caratterizzata anche da un’altra circostanza assolutamente anomala: nel corso di tutto il programma erano presenti in studio il direttore di Rai3 Andrea Vianello e il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi. È consuetudine televisiva che il direttore di rete sia presente in studio in occasione di trasmissioni della tv pubblica di un certo rilievo, si pensi ad esempio al Festival di Sanremo, oppure nel caso del lancio di un nuovo varietà, ma in questo caso la presenza del direttore di Rai3 Andrea Vianello e del dg Gubitosi risulta completamente ingiustificata». Tutti a omaggiare il Pd, il nuovo corso, il rottamatore, l’uomo in cui viene riposta la speranza che, per una volta, la sinistra riesca a vincere le elezioni. Una speranza non solo degli elettori “democratici” ma anche dei vertici della Rai. Che come si sa, sono super partes. Anche perché, a loro giudizio, di parte ce n’è una sola: quella del Pd.