L’Italia a doppia velocità: Trento la città più vivibile, a Napoli la maglia nera

È un’Italia a doppia velocità, quella fotografata dal report de Il Sole ventiquattr’ore nell’indagine annuale che il quotidiano stila su vivibilità e tenore di vita nelle province del Bel Paese. Un’Italia in cui il centro-nord guarda anche metaforicamente dall’alto in basso il Mezzogiorno, brillando per efficenza e qualità del servizi, e dove il sud figura come il fanalino coda che, in più di un’occasione, fa da contraltare negativo ai successi del settentrione. E allora, la maglia rosa va decisamente al Trentino Alto Adige, che svetta per il secondo anno consecutivo sul primo gradino del podio 2013: lo scettro della qualità della vita è saldo nelle vie delle sue città, con Trento in testa a tutte tallonata a stretto giro da Bolzano che, tanto per amor di cronaca ricordiamo, troneggiava al top della classifica nel 2012. nel dettaglio, dallo studio giornalistico si evince che Trento deve il suo successo soprattutto all’area del business, dove supera tutte le altre 106 province italiane, senza comunque risultare deficitaria neppure per quanto riguarda gli aspetti demografici (per cui occupa la quinta posizione) e per il parametro inerente il tempo libero (rispetto al quale la città è nona).

Di contro, invece, a chiudere con il segno meno la graduatoria troviamo Napoli e dintorni, con Palermo a farle compagnia in penultima postazione. L’affascinante salotto partenopeo, già maglia nera nel 2010, perde un ulteriore gradino rispetto al 2012: il capoluogo campano va a rimpiazzare il non lusinghiero primato di Taranto, che invece recupera posizioni. Le grandi province, invece, migliorano: Bologna sale al 3° posto, Milano al 10° e la capitale al 20°.

Un’affermazione netta del centro-nord, insomma, se si considera oltretutto che, dopo le due città trentine, la medaglia di bronzo va a Bologna, seguita da Belluno in quarta posizione, e da Siena a chiudere la fortunata cinquina. Non solo: a voler scorrere l’indagine del Sole 24 ore fino alla decima postazione, ci accorgiamo che dal sesto posto della top ten in poi troviamo le città di Ravenna, Firenze, Macerata, Aosta e Milano. Ad occupare tutta la parte bassa della classifica, invece, (per l’esattezza gli ultimi 20 posti della graduatoria) il Mezzogiorno d’Italia che, il dossier denuncia ed evidenzia, continua ad accumulare primati tristemente negativi. E allora, le province siciliane, calabresi, pugliesi e campane, non brillano per welfare e, cosa che stupisce decisamente di più, in alcuni casi rischiano di cedere anche il primato dell’attrattiva turistica ad altre aree dello stivale.

E allora, tenore di vita, affari, ordine pubblico, tempo libero, servizi e ambiente e popolazione: sono 36 i parametri attraverso i quali vengono analizzate le 107 province italiane. Parametri che siglano diverse vittorie di tappa, come quella di Milano, ancora prima nella competizione all’affermazione del primato del “benessere”, a cui fa da contraltare in fondo alla classifica Messina. E come Trento e Bolzano svettano per il “business” (complice anche un elevato tasso di occupazione femminile), in ultima postazione arranca affannosamente Reggio Calabria. Sulla triplice questione di “servizi, ambiente e salute”, ancora una volta vince Trieste, mentre all’estremo opposto troviamo Crotone. E mentre Piacenza si aggiudica nuovamente il primato degli indicatori demografici (in buona compagnia con le vicine Parma e Bologna), Siena guida il comando della classifica del “tempo libero” con una rosa di offerte che, evidentemente, non garantisce una città come Isernia, maglia nera nella stessa graduatoria. Infine una curiosità: la medaglia dell’“ordine pubblico” viene conquistata da Oristano, in virtù del minor tasso di microcriminalità registrato in assoluto. Sottotesto di rimando: il capoluogo sardo risulta quello a più bassa incidenza di denunce e furti negli appartamenti, estorsioni e truffe. Di contro, Pescara e la nordicissima Torino, occupano le ultime due posizioni.