Letta “risponde” a Renzi: abolito il finanziamento ai partiti. Ma i grillini rilanciano: «Restituisca i 45 milioni dati al Pd»

È una corsa a chi è il “più anticasta del Reame”. È una sfida tutta interna al Pd, visto che riguarda il botta e risposta indiretto tra Matteo Renzi, fresco di trionfo, ed Enrico Letta alle prese con la tenuta delle strette intese minacciate proprio dal segretario democratico. «Avevo promesso l’abolizione del finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in cdm manteniamo la promessa», è il tweet del premier che inaugura la giornata. Tra gli interventi urgenti di avvio del Piano “Destinazione Italia”, insomma, oggi Palazzo Chigi si occupa anche dell’iniziativa più popolare che esista: togliere i fondi pubblici alla politica recependo il testo della proposta di legge approvato dalla Camera’. L’accelerazione di Letta, guarda caso, coindice con l’annuncio della “sorpresina” fatto ieri da Renzi, cioè la risposta, ancora top secret, alla sfida di Grillo a rinunciare ai rimborsi elettorali previsti per il Pd. Oggi Letta, con il quale il sindaco di Firenze e neosegretario dice di avere «buoni rapporti quando ci parliamo direttamente», cerca di scalvalcare la nuova segreteria. Ma in pochi gli credono fino in fondo, a giudicare le reazioni al suo twitter. Il primo a punzecchiarlo è proprio il leader dei Cinquestelle: «Basta con le chiacchiere, Enrico Letta. Restituisci ora 45 milioni di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio», scrive Grillo sul suo blog.

Lorenzo Guerrini del Pd replica spavaldo: «L’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti annunciata dal presidente del Consiglio va nella direzione da noi auspicata. Era una nostra priorità e possiamo giustamente parlare di un positivo effetto Renzi sull’esecutivo». E aggiunge: «Il lavoro è appena iniziato e il Pd fa sul serio. Piuttosto è sorprendente come Grillo continui a muoversi guardando indietro: c’è chi le cose le fa, lui si limita, in ritardo, a parlarne». Ma il derby Grillo-Pd, come è ovvio, è appena iniziato e si trascinerà fino alle elezioni, quando ci saranno. «Poche chiacchiere, restituiscano, ora, il maltolto. Non c’è bisogno di una legge per restituire i soldi ricevuti illegittimamente dai partiti. Letta e Renzi anziché partorire tweet, diano indietro i 18 milioni di euro già intascati lo scorso luglio e rinuncino a tutti i 46 milioni», denunciano i deputati M5S in un comunicato, «il duo delle meraviglie Letta-Renzi fa come un ladro beccato in flagrante a rubare, che non restituisce subito il maltolto ma invoca una legge per ridare indietro i soldi presi illegittimamente. In questo caso a beccare il ladro è stata la Corte dei conti».