Letta non si veste da Babbo Natale, ma continua a raccontare la favola della ripresa

«Ma chi sono io, Babbo Natale?». Lo storico spot pubblicitario dei dolci Bistefani è diventato il motto di Enrico Letta in queste festività magre e poverelle per le famiglie italiane. «Qualcuno pensa – dice il presidente del Consiglio dal vertice europeo di Bruxelles – che all’Italia serva Babbo Natale, mentre io penso che ci voglia un buon padre di famiglia che compie scelte equilibrate  sui conti pubblici e che garantisce credbilità». In effetti, non appare molto credibile il premier italiano nei panni di Santa Claus. Ma neanche la metafora del padre di famiglia sembra molto appropriata. Nessuno mette in dubbio le doti di equilibrio del premier e il suo profilo di uomo ragionevole e moderato. Il problema è che il buon padre di famiglia dovrebbe innanzi tutto rincuorare i figlioli in difficoltà e fornir loro motivi di speranza nel futuro. Invece  Letta non fa altro che ripetere il mantra della ripresa in arrivo. Che però non arriva mai. È dall’estate scorsa che il premer e il ministro dell’Economia Saccomanni ci ripetono il ritornello dell’uscita dal tunnel e della crescita prossima ventura. Ma ormai alle favole non ci crede più nessuno. E ci sarà pure un motivo  se il presidente di Confindustria Sergio Squinzi smentisce Letta affermando  che «parlare di ripresa è improprio e che suona derisorio».

Un buon padre di famiglia deve dimostrare innanzi tutto coraggio e prendere provvedimenti decisi quando la casa sta per crollare. Qui ci ritroviamo invece con una Legge di stabilità senza una linea precisa e che sembra un vestito di Arlecchino cucito male. Il premier  si limita a “profetizzare” che nel 2014 ci sarà una crescita dell’uno per cento e nel 2015 addirittura del due. Letta ha consultato qualche cartomante? Altro che Babbo Natale, qui ci ritroviamo il Mago Silvan. Un buon padre di famiglia non racconta favole ai figli quando questi sono cresciuti. Ma opera con determinazione per tirarli fuori dai guai. Più che di Letta-Babbo Natale, qui ci dovremo accontentare di quella Befana della Merkel, che nella calza ci farà trovare solo carbone e, al massimo,  qualche rarefatto soldino di cioccolata.