Lenin a pezzi in nome dell’Europa: a Kiev cade l’ultimo simbolo del regime comunista

Nonostante il freddo e la neve che sta cadendo copiosa su Kiev da alcune ore, centinaia di manifestanti pro-Ue continuano a protestare in Maidan Nezalezhnosti (piazza Indipendenza) all’indomani di una manifestazione antigovernativa a cui hanno aderito centinaia di migliaia di persone. Dietro le barricate, il Maidan è pieno di tende, ma i dimostranti possono ripararsi dal freddo anche nella sede dei sindacati e nel palazzo del municipio del vicino viale Khreshatik, entrambi occupati da otto giorni. Intanto stanno per scadere i cinque giorni concessi giovedì mattina dalla polizia per sgomberare gli edifici occupati.

E sotto la neve i nazionalisti ucraini continuano a infierire sulla statua di Lenin che sorgeva in viale Shevchenko, nel centro di Kiev. La prendono ancora a martellate, fanno a turno per occupare la migliore posizione da cui colpire con delle mazze pesantissime. Le schegge di marmo rosso schizzano dappertutto mentre i fotoreporter continuano a scattare foto. Qualche turista dell’ultimo momento si fa fotografare con un pezzo di marmo della statua, che porterà a casa per ricordo, come fosse un souvenir. Lenin era il padre della Rivoluzione d’Ottobre ed è stato venerato per decenni durante l’era sovietica. Mentre per i veterocomunisti di Petro Simonenko è un eroe a cui ancora ispirarsi. Per le altre forze politiche è colui che ha riportato l’Ucraina sotto il giogo di Mosca, anche se in chiave comunista e non più zarista. Una statua che già era stata danneggiata quattro anni fa, quando gli anticomunisti ucraini distrussero il naso e la mano sinistra di Lenin. Ma poi il monumento era stato restaurato. Domenica sera è arrivato il colpo di grazia: i manifestanti che chiedono libertà per la Timoshenko e l’adesione alle condizioni poste dall’Unione europea, hanno messo un cavo d’acciaio attorno alla statua e l’hanno buttata giù. La testa si è staccata subito dal resto del corpo, lasciando un grande solco sul marciapiede. Poi sono arrivate le martellate, per ore e ore. Adesso sul piedistallo su cui sorgeva la statua al posto di Lenin ci sono una bandiera ucraina, una bandiera dell’Upa (l’Armata Insurrezionale d’Ucraina che durante la Seconda guerra mondiale fronteggiò i sovietici) e, naturalmente, anche una bandiera europea.