Le armi di Assad transiteranno a Gaeta? Bonino: no a polemiche strumentali

“Vogliamo essere parte della soluzione sul dramma siriano. A cominciare dall’appuntamento di Ginevra II”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, alla X Conferenza degli Ambasciatori, ricordando come l’Italia non si sia fermata “alla sola azione di scongiurare la guerra. Ci siamo mossi con determinazione anche per contribuire all’azione di distruzione dell’arsenale chimico”. Il ministro Bonino, che sulla vicenda siriana intende mantenere una presenza vigile, parlando dell’operazione di distruzione delle armi chimiche del regime di Damasco ha detto che è una delle “pochissime e più grandi” mai effettuate. In un’audizione alla Camera ha anche sottolineato che la “parte più difficile” dell’operazione è quella che attiene al trasporto terrestre” a causa delle fragili condizioni della sicurezza. “Informeremo puntualmente il Parlamento”, sulle varie fasi dell’operazione, ha aggiunto.

Secondo alcuni media, tra cui l’Huffington Post che rilanciava la notizia oggi, sarebbe la base Nato di Gaeta il porto nel quale l’Opcw, l’organizzazione dell’Onu per la lotta alle armi chimiche, avrebbe intenzione di effettuare a gennaio il trasbordo dell’arsenale siriano da una nave da guerra danese e da una unità militare norvegese alla statunitense “Cape Ray”. Le altre possibilità riguardano scali in Sardegna o in Sicilia.

Prevenendo le polemiche che già stanno montando sulle armi di Assad in arrivo in Italia, il ministro Bonino ha poi aggiunto: “Mi auguro che non ci siano polemiche strumentali, spero che tutte le forze politiche sappiano comportarsi con il rispetto e il decoro di un paese che ha fortemente voluto la distruzione delle armi chimiche”. E sul coinvolgimento di un porto italiano nell’operazione, ha spiegato che “ci sono impegni internazionali che un paese credibile deve assumere, ci e’ stata chiesta una disponibilità di 48 ore, spero che saremo all’altezza”.