La sinistra ci ricasca a Milano: prova a mettere il bavaglio all’opposizione. Ed è bagarre in Comune

Come a Roma, anche a Milano la sinistra che governa la città si affida agli espedienti per mettere a tacere l’opposizione e riuscire ad approvare il bilancio. Come a Roma, anche a Milano la vicenda finisce in bagarre e denunce. A Palazzo Marino è in discussione l’assestamento di bilancio, una manovra correttiva del bilancio di previsione votato appena un mese fa. L’integrazione si è resa necessaria per un pasticcio sulle aliquote Imu, che promette di trasformarsi in una stangata sulle prime case. Oggi erano all’ordine del giorno gli emendamenti o, per dirla più correttamente, i gruppi di emendamenti. I circa 4700 correttivi proposti dall’opposizione, infatti, erano stati accorpati per temi in 29 gruppi in modo da ridurre a 29 le votazioni. Un primo escamotage che, in modo simile a quanto avvenuto in Campidoglio, serviva ad accorciare i tempi, ma di fatto riduceva anche drasticamente il dibattito democratico in aula. Per contenere ulteriormente la discussione, poi, erano stati previsti anche tempi contingentati per gli interventi. Tutto questo, però, non è bastato alla maggioranza e il presidente dell’aula, Basilio Rizzo di Sinistra per Pisapia, ha “chiuso i microfoni” dando il via alla votazione subito dopo le prime relazioni. Ne è scaturita la protesta dell’opposizione di centrodestra, che ha iniziato a urlare «fascista» a Rizzo, rivendicando il proprio spazio di discussione. Non è servito: durante le proteste, la maggioranza è andata avanti con la votazione bocciando uno a uno i gruppi di emendamenti, che chiedevano di evitare l’Imu e sostenere i comparti della sicurezza e del welfare, finalizzando i fondi invece di distribuirli a pioggia sulle associazioni considerate “amiche” della maggioranza. A quel punto il consigliere di Forza Italia, Pietro Tatarella, ha telefonato al 112 per denunciare l’interruzione di corpo amministrativo e il consigliere di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, ha annunciato che «lunedì alle 9» i consiglieri di opposizione andranno dal prefetto «per denunciare la violazione di regolamento e dell’ordinamento d’aula». «A un corpo amministrativo quali sono i consiglieri comunali – ha spiegato De Corato – è stato impedito di parlare in merito agli emendamenti da loro proposti sul bilancio 2013». Un passaggio che non è nuovo: già in precedenza il centrodestra si era dovuto rivolgere al prefetto per tutelare il proprio diritto di parola e, con esso, il valore del voto dei cittadini. «È la quinta volta – ha ricordato il capogruppo di Fdi, Marco Osnato – che la maggioranza si comporta così. E parliamo di provvedimenti cruciali, come questo assestamento di bilancio, come lo stesso bilancio di previsione o come la vendita della azioni Sea». «Eccola la sinistra della partecipazione: è quella che continua a ostacolare l’attività dei consiglieri», ha commentato Osnato, per il quale quanto accaduto in consiglio comunale è «la perfetta rappresentazione del fallimento della “rivoluzione arancione” di Pisapia».