La protesta dei Forconi avanza, si teme la marcia su Roma. E Berlusconi incontrerà gli autotrasportatori

Altra giornata difficilissima. La protesta dei Forconi avanza da nord a sud della penisola. Scontri e feriti in particolare a Torino, disagi su strade e ferrovie e se domani verrà data la fiducia al governo sarà sciopero a oltranza, annuncia il movimento. Torino intanto chiede rinforzi, come annunciato dal prefetto del capoluogo piemontese, Paola Basilone, al termine del Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza convocato per fare il punto della situazione. La protesta  ha interessato anche oggi gran parte d’Italia, con le sole eccezioni di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Umbria. Roma blinda i palazzi del potere e il ministro dell’Interno, Angelino Alfanoha convocato un vertice al Viminale con le forze dell’ordine sulle manifestazioni di protesta. La capillarità delle manifestazioni dimostra quanto sia diffuso un disagio che unisce il disoccupato con il commerciante, l’operaio con l’artigiano strozzato dalle tasse allo studente senza prospettiva: è crisi di rigetto verso un ceto politico ritenuto, a torto o a ragione, colpevole del disastro e chiuso nella salvaguardia dei suoi privilegi. È una protesta generalizzata che perde la specificità di singole rivendicazioni di categoria e assume forme inedite che hanno preso in contropiede la politica. La protesta va capita ed ascoltata prima che criminalizzata. Il leader di Forza Italia Berlusconi facendo seguito alla richiesta di un incontro da parte degli autotrasportatori, ha deciso di incontrare domani alle ore 17.00 una loro delegazione nella sede di Forza Italia in Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. Sul movimento si divide chi considera le proteste di questi giorni inaccettabili provocazioni, e chi, pur nel condannare i metodi violenti, ammette di capirne le ragioni. Sono figli della crisi.

Le proteste hanno interessato l’intero pomeriggio. A Milano è stato occupato piazzale Loreto. Disagi hanno interessato l’intera regione Lombardia, con code e rallentamenti nel bergamasco, anche in centro città a causa di alcune auto fatte andare a velocità ridotta. In Veneto i presidi hanno provocato disagi specie al traffico sulle autostrade. Il casello di Soave sulla A4 è stato chiuso in entrambi i sensi, forti rallentamenti vi sono stati al casello di Montecchio Maggiore, sempre in A4, e a Treviso sulla A27. Nel Friuli un migliaio di persone ha bloccato per un paio d’ore la circolazione stradale a Monfalcone (Gorizia). Gran parte dei manifestanti era costituita da operai delle ditte in subappalto di Fincantieri. In Liguria la linea internazionale Genova-Ventimiglia è stata interrotta. A Savona i binari sono stati occupati e subito sgomberati dall’intervento delle forze dell’ordine. Nelle Marche, secondo giorno di presidio davanti al Teatro delle Muse ad Ancona di un gruppetto di aderenti al movimento dei Forconi, che espongono cartelli e striscioni contro “Stato e tasse”. A Roma blindati Montecitorio, palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale, in vista delle proteste di domani nella Capitale. Prosegue a piazzale Ostiense un presidio dei manifestanti che stanno decidendo anche “azioni eclatanti”, ma non violente. Continua la protesta a Frosinone, con una ventina di autotrasportatori fermi al casello dell’A1. Prosegue a Pescara la protesta “rumorosa” con uso di trombe e fischietti, imitati da alcuni automobilisti con il suono di clacson. In aumento i manifestanti a Termoli: agricoltori, disoccupati, studenti ed autotrasportatori. Altri tir si sono fermati lungo la strada statale 87, vicino al casello dell’A-14 di Termoli, rimanendo per alcune ore. Sta proseguendo il volantinaggio a Napoli, in piazza Carlo III: forze dell’ordine hanno evitato il blocco stradale, i manifestanti hanno invitato gli agenti a solidarizzare con loro. È stato chiuso lo svincolo di Battipaglia (Salerno) dell’ A3 per una manifestazione di studenti, disoccupati e autotrasportatori. Andria e Barletta in Puglia hanno conosciuto un pomeriggio pesante: bloccate per alcune ore a Barletta la zona industriale e la litoranea di Levante. I commercianti sono stati costretti a chiudere i negozi, così come ad Andria, dove si sarebbero mescolati ultrà della locale squadra di calcio.