La Kyenge è triste: le manca la libertà di fare la spesa da sola al supermercato

Ma perché ha accettato di fare il ministro? La Kyenge è andata incontro a una vita dura, quasi rimpiange quando era una donna senza pensieri. Lo dice a chiare lettere, le manca la libertà di fare la spesa e passeggiare senza scorta. Il racconto della sua vita “prima e dopo” l’entrata nelle stanze importanti, l’ha fatt0 a Un giorno da pecora: «Mi manca la libertà di girare da sola: prima andavo al supermercato o a passeggiare, adesso ho la scorta», ha rivelato clamorosamente la “ministra”. Però ha aggiunto: «Mi fa piacere che mi riconoscano e mi fermino, vuol dire che c’è stima». Quello che dunque le manca è «la sensazione di essere da sola. Rispetto molto le regole, e quindi non “scappo” dalla scorta anche per rispetto del loro lavoro». E quindi come regalo di Natale sognerebbe «una passeggiata a piazza di Spagna per prendere un gelato», ha ammesso. Poi ha raccontato che il suo cognome «ha un significato: è il nome del villaggio da dove vengono gli antenati di mio padre. Quel villaggio, in Congo, è nato grazie al capo di allora che si chiamava proprio Kyenge». Il ministro ricorda ancora quando arrivò per la prima volta in Italia: «Arrivai con il visto di studio all’aeroporto di Fiumicino, mi ricordo che faceva molto freddo, perché io provenivo da un luogo in cui era estate». Poi la Kyenge ha rivelato che da piccola venne data per morta al punto da esser portata all’obitorio. «Ebbi una crisi respiratoria»; era stata data praticamente per morta «ma sono tornata indietro, fortunatamente. Ad altri non accade» Ora però è ministro. Bella soddisfazione. Anzi no, perché non può fare la spesa da sola e non può gustarsi un gelato a piazza di Spagna.