La Consulta tarallucci e vino

Le istituzioni italiani non sembrano resistere alla tentazione di confermare di continuo l’immagine pessima che si ha di noi all’estero e in particolare quella di fare le cose a metà, animati da cerchiobottismo o dalla sua versione moderna veltroniana del “maanchismo”. La Consulta, nella sua pronuncia di incostituzionalità del cosiddetto Porcellum, non è stata da meno. Secondo i giudici questo Parlamento  è illeggittimo. ma anche no. La maggioranza di sinistra risultata da un incostituzionale premio di maggioranza non dovrebbe esistere. Ma anche si. Gli attuali parlamentari sono votati illeggittimamente ma producono atti leggittimi, come la decadenza di un loro collega siglato S.B. e l’elezione del Presidente della Repubblica Napolitano-bis. Nella sua voluta banalità, ha per certi versi ragione Grillo nel dire che due più due fa quattro e quindi se questo Parlamento non è leggittimo ne dovrebbe conseguire che non sia leggittimo tutto ciò che ha fatto fino ad ora. Ci aggiunge poi, come sua abitudine, un cosa da illetterato della politica, tanto da non essere da meno dei suoi (a questo punto illeggittimi) rappresentanti in Parlamento. Dire cioè che la decisione della Consulta riporti in essere la legge precedente – detta Mattarellum, perché per un’altra sindrome italica non riusciamo a trattenerci dal dare nomignoli ad ogni cosa trasformando tutto in burla – e che a questo punto si potrebbe tornare ad elezioni con quella legge e eleggere un nuovo Parlamento che faccia una nuova legge elettorale. Qualcuno dovrebbe spiegargli che quando si fa una legge la precedente si intende abrogata. Le leggi non si stratificano come le bucce della cipolla. Quindi il senso compiuto della delibera della Consulta – che io, a titolo del tutto personale, trovo sia una boiata pazzesca – è che l’Italia non ha una legge elettorale. Il che è un modo – molto “napolitano” – di mettere una pezza al rischio di elezioni troppo vicine. Indi, nel gran finale, questo Parlamento illeggittimo verrà chiamato a partorire di buona lena una nuova legge elettorale. Che sarà leggittima per “convenzione” seppur votata da rappresentanti illeggittimamente eletti. Insomma un tipico pasticcio all’italiana. La chiameremo “Pasticcium”?