La Cina attacca il Giappone: “Siete imperialisti”. Ma il vero motivo è il gas delle isole contese

Il problema vero sono le isole Senkaku, un piccolo arcipelago giapponese disabitato rivendicato dalla Cina. Questo è il motivo autentico delle nuove scintille tra Cina e Giappone, i giganti asiatici che da oltre un anno sono in piena rotta di collisione. Nel primo commento di parte cinese all’annuncio del premier Shinzo Abe – che ha deciso di aumentare le spese militari del Giappone del 5% – il portavoce del ministero della difesa Geng Yansheng ha accusato il vicino addirittura di «espansionismo militare». In un comunicato, il portavoce del ministero della Difesa di Pechino Geng Yansheng afferma che le nuove iniziative annunciate dal governo giapponese porteranno ad un incremento della tensione nella regione. La bordata polemica della Cina viene mentre la disputa sulle isole Senkaku, controllate da Tokyo ma rivendicate da Pechino, ha portato le relazioni tra i due Paesi al punto più basso degli ultimi decenni. «La Cina si oppone fermamente a queste azioni», afferma Geng Yansheng nel comunicato. Secondo il portavoce cinese Tokyo usa la tensione sulle Senkaku come «pretesto» per il suo espansionismo militare. L’ annuncio dei prossimi acquisti di armamenti da parte di Tokyo, ha aggiunto, hanno provocato fantomatiche «forti preoccupazioni» nei Paesi vicini. Il governo di Tokyo ha deciso che nei prossimi cinque anni il Giappone acquisterà armamenti sofisticati come i droni, gli aerei invisibili e veicoli anfibi dell’ultima generazione. Inoltre le Forze di difesa – che non possono chiamarsi esercito a causa della Costituzione pacifista imposta al Giappone dove la fine della guerra – costituiranno un nuovo corpo di marines che saranno addestrati alla «riconquista di isole». Impossibile non cogliere il riferimento alle Senkaku, le isole contese in una disputa che è esplosa contemporaneamente alla salita al potere, un anno fa, dell’ attuale presidente cinese Xi Jinping. In realtà le isole sono disabitate dagli anni Quaranta, e Tokyo ne impedisce l’accesso proprio per non creare turbative con Pechino.Però recentemente sarebbero stati scoperti gioacimenti di gas in quei mari, ed ecco spiegato l’attacco cinese a Tokyo. Pochi giorni prima dell’ annuncio di Abe, la Cina aveva dichiarato unilateralmente – quindi senza alcun valore giuridico o amministrativo – la creazione di una «zona aerea di difesa e identificazione» che non è stata riconosciuta dal Giappone, dalla Corea del Sud, da Taiwan e dagli Stati Uniti. E a proposito di imperialismo o di espansionismo, la Cina, con 166 miliardi di dollari, è il secondo Paese per spese militari annuali a grande distanza dal primo, gli Usa, che spendono 682 miliardi. Il Giappone è al quinto posto, con una spesa di 59,3 miliardi di dollari.