La Bonino “double face”: sul via libera alle canne è coerente, sui diritti civili un po’ meno…

Legalizzazione delle droghe ma anche diplomazia ai limiti della sudditanza. C’è l’Emma che di aspetti e quella che ti stupisce.  Non parliamo della popolare cantante che ha cinguettato con i Modà, ma del ministro degli Esteri Emma Bonino. La quale, con l’avanzare degli anni, ha perso qualche colpo mescolando la migliore tradizione radicale a difesa dei diritti civili, il pragmatismo e l’austerità della donna senza fronzoli con il doppiopesismo nei rapporti internazionali e una certa pigrizia nell’iniziativa politica. Ieri è tornata a far parlare per il plauso alla legalizzazione della marijuana decisa dal governo dell’Uruguay. «Non è totale ma va benissimo», ha detto la Bonino durante il ricevimento a Villa Madama per la conferenza Italia-America Latina. Per la pupilla di Pannella cresciuta ad “aborto per tutte” e “droga libera” la svolta antiproibizionista è, ovviamente, positiva anche se avrebbe preferito qualcosina in più di un «esperimento», come lo ha definito Luis Alberto Porto Rizzo, viceministro agli Esteri dell’Uruguay. Un esperimento choc visto che «lo Stato si farà carico della produzione, distribuzione e vendita della marijuana» (per rendere possibile il controllo del mercato sarà creato anche un registro di consumatori). Naturalmente l’azzardo è mirato a combattere la piaga del business e del mercato nere delle droghe, che è la storica tesi dei  radicali di tutti i tempi.

Che la strada dello spinello di Stato, tanto per semplificare, sia ben vista dal nostro ministro, di provata fede antiproibizionista, non è certo uno scoop;  colpisce, invece, come su altri “suoi” terreni Emma Bonino abbia ammorbidito i toni acri dell’ ex militante. Sui diritti civili, per esempio, non ha brillato per tempismo né severità negli interventi a difesa dei 22 italiani arrestati in Polonia dopo la partita Legio Varsavia – Lazio. Non si è presenta all’informativa alla Camera, non si conoscono  sue prese di posizioni dure contro la retata preventiva contro i tifosi italiani. Di fronte alla durezza della polizia polacca è stata protagonista di qualche timida richiesta di chiarimento e  di un appello,  molto “diplomatico”, all’omologo ministro polacco. Ieri la Farnesina ha comunicato il rilascio dei primi quattro italiani, bene. Ma non c’è molto da applaudire dopo due en due settimane dagli arresti seguìti alla partita. E dire che la nostra Emma sa bene che metodi e linguaggi usare quando si vuole ottenere qualcosa, e non solo la cannabis libera.