Il governo teme la piazza ma continua a prendere gli italiani per i fondelli

Lasciate ogni speranza, o voi che credete ancora negli impegni del Pd. Qualsiasi parola pronunciata sull’Imu è stata una beffa. Scoperto il trucco, rivelato l’inganno: fino al 16 gennaio per dieci milioni di abitazioni ci sarà da pagare la vecchia, detestata imposta sulla casa, sia pure solo in parte. Era nell’aria, lo si era capito da tempo, sin dal momento in cui fu decisa la cancellazione perché era chiara la rabbia della sinistra che vedeva concretizzarsi la proposta elettorale di Berlusconi, l’idea-choc da cui partì il grande recupero di voti con Bersani “smacchiato” e umiliato, costretto a cospargersi il capo di cenere davanti ai grillini e poi a battere in ritirata. Ce l’hanno fatta, i vendicatori. Ce l’ha fatta la frangia del Pd (Rosy Bindi in testa) che si era innamorata dell’Imu solo per non darla vinta al Cavaliere. Ce l’ha fatta Monti, che considerava la tassa come una sua figlia, forse la figlia prediletta. Ce l’ha fatta il ministro Saccomanni, che si è prestato ad alzare barricate alla non passa lo straniero, dove lo straniero era però il leader del centrodestra. E l’anno prossimo – beffa delle beffe – l’Imu tornerà sotto altro nome e in maniera addirittura più incisiva e gravosa.

«Non vi erano alternative», la giustificazione data da Saccomanni. Prevedibile, come ogni parola di un ministro che sembra recitare un copione scritto da altri. «A fronte della decisione politica di abolire la seconda rata Imu 2013 non vi erano alternative, abbiamo dovuto individuare adeguate e solide coperture». Per Daniele Capezzone è «una presa in giro nei confronti degli italiani». E in effetti non potrebbe essere altro visto che si trattava di recuperare 350 milioni di euro, una sciocchezza di fronte agli 8oo miliardi della spesa pubblica annuale. Ma la vendetta è un piatto che si serve freddo. Il governo però poteva evitare di inserire questo piatto freddo nel cenone di Natale. Perché a Natale siamo tutti più buoni. Tranne quelli del Pd. E allora nessuno si stupisca della rabbia dei forconi.