I sindacati di polizia: «Ora la classe politica si tolga il suo casco ed esca dalla torre d’avorio»

Ma se li sono tolti o non se li sono tolti i caschi i poliziotti in servizio di ordine pubblico alle manifestazioni dei forconi? Organi ufficiali e Pd si affrettano a negare, ma nell’epoca del web, dell’elettronica, nulla sfugge alla rete, e già sono disponibili filmati che dimostrano chiaramente che i “celerini” hanno condiviso le ragioni della protesta popolare. Alcuni carabinieri che presidiavano l’ingresso della Prefettura a Genova hanno acconsentito a una richiesta del movimento di protesta che sfila per Genova e si sono tolti i caschi. È accaduto mentre il corteo transitava in via Roma davanti alla sede del rappresentante del governo. Ci sono stati cori all’ indirizzo delle forze dell’ordine (“siete sfruttati come noi”), poi la richiesta di togliersi i caschi: dopo qualche istante i militari lo hanno fatto, ricevendo in cambio applausi. È accaduto lo stesso a Torino, ma la questura, che forse ignorava quanto fosse successo a Genova, ha detto che «i poliziotti si sono tolti il casco perché erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Ma i rappresentanti dei poliziotti confermano che le cose stanno come effettivamente sembrano, ossia che c’è stata una solidarietà delle forze dell’ordine con il popolo dei forconi: «Quanto accaduto a Torino, a Genova e in tutte le altre città, nonostante i soliti delinquenti professionisti del disordine che hanno dato sfogo alla loro indole criminale e violenta, senza però riuscire a separare il Paese (cittadini e poliziotti), merita un plauso a tutti quei colleghi di tutte le forze di polizia che oggi, in modo professionale e coraggiosamente hanno detto simbolicamente basta alla lontananza della politica governativa e dei palazzi del potere rispetto ai danni che stanno producendo contro le famiglie e i lavoratori di questo Paese», ha detto infatti in una nota Felice Romano, segretario generale del sindacato di polizia Siulp. «Togliersi il casco – aggiunge Romano – in segno di manifesta solidarietà e totale condivisione delle ragioni a base della protesta odierna di tutti i cittadini che hanno voluto gridare basta allo sfruttamento e al soffocamento dei lavoratori e delle famiglie italiane, è un atto che per quanto simbolico dimostra però che la misura è colma e che i palazzi, gli apparati, e la stessa politica ormai sono lontani dai problemi reali dei cittadini e troppo indaffarati ai giochi di potere per la propria sopravvivenza e conservazione della casta», aggiunge. «Ecco perché il governo in primis e il ministro Alfano a seguire, bene farebbero ad ascoltare il sindacato e prima ancora i cittadini di questo Paese», sottolinea Romano, avvertendo che bisogna invertire la «tendenza a chiedere sempre e maggiori sacrifici in cambio di nulla» e ricordando «il passaggio biblico nel quale si afferma “terribile sarà l’ira degli onesti”». Della stessa opinione il segretario nazionale dell’Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti, che pur condannando le violenze, dice: «Condividiamo e plaudiamo al gesto di quei poliziotti che si sono tolti i caschi in segno di solidarietà con quella parte dei manifestanti che ha pacificamente mostrato il proprio disagio per la grave crisi che attraversa l’Italia. Riteniamo altamente simbolico – continua Mazzetti – il gesto degli appartenenti alle forze dell’ordine che si sono tolti i caschi perché ciò rappresenta la condivisione da parte dei poliziotti, in quanto cittadini in divisa, dei forti disagi che la crisi economica sta provocando alle famiglie italiane. Chiediamo – conclude – che anche gli appartenenti alla classe politica simbolicamente si tolgano il loro casco. Lo possono fare uscendo dalla torre d’avorio in cui si sono rifugiati e che molto spesso li porta a non ascoltare il grido d’aiuto che viene dalla società civile e da quelle categorie che, come i poliziotti, pagano più di altri le conseguenze negative della crisi e di una politica sorda». A negare l’evidenza rimane il solito Pd, che, poiché le manifestazioni non sono egemonizzate dai No-Tav, non le condivide: «Sono certo che il gesto di togliersi il casco è frutto di una precisa azione finalizzata ad abbassare la tensione», afferma il senatore del Pd Stefano Esposito, commentando l’ipotesi che il gesto delle forze dell’ordine sia stato fatto in segno di solidarietà con i manifestanti. Va, quindi, rispedito al mittente – conclude Esposito – il tentativo di dare legittimità alle proteste che stanno creando gravi disagi alla città».