I bronzi di Riace tornano nel museo. Il ministro Bray si fa bello, Scopelliti lo frena: «Una battaglia vinta da noi»

Alla fine, alzare un po’ i toni e la soglia di attenzione serve, almeno in campo culturale. I Bronzi di Riace tornano finalmente a casa, al Museo nazionale della Magna Grecia, da dove erano usciti nel 2009 – causa restauro delle sale – per essere  temporaneamente alloggiati a palazzo Campanella, sede della Regione Calabria. Dovevano rimanere lì per un periodo limitato, invece… «Invece – ci racconta il governatore Giuseppe Scopelliti- sono rimasti “fuori sede” fin a un giorno fa. Il governo all’epoca si era impegnato a terminare il restauro del Museo nel 2011. La data fissata, a causa dei costi e della inadeguatezza nel gestire un patrimonio unico al mondo, si è trasformata, come abbiamo visto in questi anni, in un’illusione», racconta Scopelliti, ripercorrendo le tappe di una battaglia lunga e faticosa. A quel punto sono intervento io, impegnando la Regione Calabria. Abbiamo chiesto e ottenuto lo sblocco e la rimodulazione dei fondi comunitari: cinque milioni di euro in tal modo ci hanno consentito di riportare i Bronzi nella loro sede naturale».

Il governatore, ora in Ncd, rivendica giustamente una sua battaglia, combattuta a lungo dalla giunta di centrodestra alla guida della Calabria. I toni trionfalistici del ministro dei Beni Culturali Massimo Bray – «Abbiamo restituito al mondo un grande tesoro, abbiamo mantenuto un promessa» – rischiano infatti di far dimenticare i passaggi che hanno portato alla possibilità di mantenere questa promessa. Oggi alle 16.00 al MiBact di Reggio Calabria, il ministro insieme a Scopelliti illustreranno l’evento atteso da quattro anni, ma fino a 5 mesi fa i toni del governatore erano stati ben altri. «Inviai una lettera dura a Bray. Raccontai, del ritardo clamoroso, degli impegni non mantenuti e misi sotto accusa l’inadeguatezza e l’inefficienza di chi doveva vigilare sui tempi. Non usai mezzi termini per sollecitare il suo impegno». Una battaglia lunga e costante che nel frattempo ci costò anche il rimbrotto dell’Unesco, che in una nota stigmatizzò come «un’assoluta vergogna la situazione dei Bronzi di Riace, abbandonati da oltre 1.290 giorni nella sede del consiglio regionale calabrese a causa del protrarsi dei lavori di restauro del Museo della Magna Grecia». Dunque, la “letteraccia” al ministro prima, poi lo sblocco dei fondi Ue su imput della Regione consentono oggi di dichiarare la battaglia vinta. Per il Museo nel suo insieme, «bisognerà invece attendere la primavera 2014 – conferma Scopelliti- quando saranno completati del tutto i restauri. Per ora solo la sala dei Bronzi è completamente agibile».