Ha osato parlar male degli “eroi comunisti”: arrestato nella “democratica” Cina…

Ma quali eroi comunisti, quei cinque soldati avevano oppresso gli abitanti della zona. Per aver espresso questo concetto (non certo nuovo, visto che molti sono gli episodi bellici che hanno visto protagonisti negativi i militari della Pechino “rossa”) un blogger cinese è stato arrestato: aveva ritwittato appunto un post che – secondo le autorità “democratiche” – osava screditare le gesta di cinque “eroi comunisti” del periodo dell’invasione giapponese. Lo riferisce il sito di Radio Free Asia, secondo cui Zhang Guanghong è stato trattenuto dalla polizia per sette giorni nella città di Guangzhou, la ex Canton, nella provincia meridionale del Guangdong. «Sono un cittadino e ho dei diritti – ha detto Zhang – e la soppressione di questi diritti costituisce un abuso di potere. Non ho scritto nemmeno io quel tweet, mi sono limitato a ritwittarlo». Zhang ha aggiunto di credere che il suo arresto sia piuttosto dovuto a precedenti suoi post on line sul tema delle morti in carcere. Nel tweet incriminato si sostiene che i cosiddetti «cinque eroi della montagna di Langya», cinque soldati che avrebbero difeso strenuamente il loro territorio contro l’invasione delle truppe giapponesi, suicidandosi alla fine, saltando da un dirupo dopo aver usato le ultime munizioni, in realtà avevano «prevaricato e oppresso» la popolazione locale civile. Secondo l’avvocato di Zhang, Ge Yongxi, le autorità non hanno prove per dimostrare la loro versione dei fatti storici. L’avvocato ha inoltre sottolineato come, in base a una direttiva dello scorso settembre, solo i post on line che diffondono contenuti “terroristici” devono considerarsi reato. I commenti di Zhang – ha aggiunto l’avvocato – sui cinque eroi non hanno nessun contenuto terroristico e certamente non possono causare disordine sociale. Il legale ha chiesto che la punizione contro Zhang venga revocata e che lui possa anche ricevere un risarcimento danni per l’ingiusta detenzione subita.