Femministe e gay: sputi e botte ai cattolici, foto del Papa bruciate in piazza. Ma in pochi lo raccontano…

Basta dare un’occhiata al video, senza nemmeno guardarlo tutto. Quel che è accaduto in Argentina a causa delle nuove femministe che ora manifestano assieme all’estremismo omosessuale, la dice lunga sulle lotte di una certa sinistra e sui suoi obiettivi. E la dice lunga anche su quella stampa che ha volutamente ignorato la notizia, come se nulla fosse successo (immaginabile invece lo scandalo che sarebbe scoppiato a ruoli invertiti). Davanti alla cattedrale di San Juan di Buenos Aires una violentissima aggressione contro i giovani cattolici che all’interno stavano partecipando alla cerimonia religiosa. Erano 700 le persone in preghiera con il vescovo, monsignor Alfonso Delgado. All’improvviso un numeroso gruppo per i diritti  formato da femministe e gay, ha tentato di fare irruzione nella Chiesa per attaccare i fedeli. Decine di giovani cattolici, usciti all’esterno, hanno costruito subito un cordone umano per impedire l’ingresso ai manifestanti, intonando canti religiosi e non reagendo ad alcuna provocazione e neppure agli atti violenti che si moltiplicavano. Molti, con il volto insanguinato, hanno continuato a restare immobili. Ma agli attivisti delle associazioni femministe e omosessuali non bastava certo un’azione dimostrativa: hanno iniziato a sputare in faccia ai cattolici, a picchiarli, a umiliarli in ogni modo, coprendo il loro viso con le mutande, insultandoli e scambiandosi effusioni omosessuali a pochi centimetri. Poi, per completare l’opera, hanno bruciato una foto di Papa Francesco urlando: «Se il Papa fosse donna l’aborto sarebbe legale». Ma dalla sinistra neppure una parola, una presa di distanza. Nessuno se n’è accorto, com’era prevedibile.

Ecco il video: