Cade dal balcone con la moglie mentre mette gli addobbi natalizi: era il fotografo della P38

Era l’autore del celebre scatto dei disordini di Milano del maggio 1977, quella che immortala un dimostrante a volto coperto pronto a sparare ad altezza d’uomo, Paolo Pedrizzetti morto oggi pomeriggio ad Arona insieme alla moglie, precipitando dal balcone di casa mentre montavano le luci di Natale. L’incidente presso il condominio La Rocca, che si affaccia su piazzale Barberi. Da una prima ricostruzione, sembra che a precipitare per primo sia stato il marito, forse a causa di un malore o di una distrazione mentre si trovava in cima ad una scala sul balcone di casa. La moglie, Raffaella Mattia, 66 anni, ha tentato di afferrare il coniuge, ma è precipitata con lui. Con la moglie Raffaella, Pedrizzetti aveva uno studio di product design ed era impegnato in politica. Aveva anche partecipato attivamente nella campagna delle primarie del Pd nel suo circolo di Arona, appoggiando la candidatura di Gianni Cuperlo.

La foto dei disordini del maggio 1977 divenne per molti commentatori un punto di svolta nella storia della lotta armata. un ragazzo, in via De Amicis a Milano, con la testa incappucciata in un passamontagna spara in posizione di guerra, con la pistola impugnata con entrambe le mani, le braccia tese, le gambe larghe. Quel giorno un ragazzo di 25 anni, Antonio Custra, sottufficiale della polizia viene colpito alla testa da un proiettile e il giorno successivo muore. Qualche giorno dopo Umberto Eco scrisse  sull’Espresso che quella immagine avrebbe fatto precipitare gli eventi: «La foto dell’individuo in passamontagna, solo, di profilo, in mezzo alla strada, con le gambe allargate e le braccia tese, che impugna orizzontalmente e con ambo le mani una pistola. Altre figure si vedono sullo sfondo, ma la struttura della foto è di una semplicità classica: la figura centrale domina isolata». E proprio il simbolico isolamento del protagonista sarebbe stato determinante per l’avvio di quel processo di isolamento degli uomini della P38 che si sarebbe poi rivelato irreversibile.