Solo Mastella difende il viaggio della Boldrini col fidanzato sul volo di Stato. «Anche io, come lei…»

Auto blu, trolley e scorta, a motori già rullanti hanno trovato un paio di posti  liberi e si sono imbarcati, lei e il fidanzato. Nulla di male, se l’aereo fosse stato un charter last minute per Maracaibo carico di turisti italiani a caccia di “all inclusive”, conchigliette e mare forza nove. Ma quel “passaggio” preso al volo, e in coppia, da Laura Boldrini, era un volo di Stato diretto in Sudafrica per i funerali di Nelson Mandela, ai quali per l’Italia erano stati invitati solo il presidente del Consiglio, Letta, e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il presidente della Camera, però, voleva esserci a tutti i costi è così ha chiesto ospitalità sul volo del premier. «A costo zero», ha poi precisato, ma in realtà quello “zero” non riguarda la scorta che la accompagna e che riceve una indennità di missione. La Boldrini, come al solito, l’ha buttata sul suo canale preferito, il femminismo, il sessismo, la polemica di genere: «Nessuno dice nulla quando le signore dei politici accompagnano i mariti…». Ma in pochi hanno capito che c’entrasse questa distinzione sul sesso dell’accompagnatore con una polemica sull’utilizzo di un volo di Stato. Non lo ha capito neanche il sobrio Corriere della Sera, che si è semplicemente chiesto a che titolo la Boldrini si sia imbarcata nel funereo carrozzone di Stato al quale non era stata invitata. «Che bisogno c’era, visto che andava Letta?».

Una puntura, quella di Via Solferino, che arriva in risposta a una lettera scritta dall’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, che qualche anno fa era finito nella stessa bufera per un “passaggio” su un aereo di Stato diretto al circuito di Monza per vedere un Gran Premio: «Accendere una polemica o, peggio, elevare l’episodio della gita in Sudafrica della presidente della Camera Boldrini a questione ideologico-sessuale, mi pare un’idea goffa che stride con la realtà. Capitò anche a me, da ministro della Giustizia, di essere sottoposto ad una campagna di aggressione mediatico-moralistica per essermi fatto accompagnare da mio figlio – solo da lui e, peraltro, regolarmente autorizzato – in un volo per Milano e poi Monza», dice oggi il democristiano evergreen.

Ma qui è scattata l’ulteriore replica della Boldrini, offesa dall’accostamento di Mastella, con il quale, evidentemente, non vuole  avere nulla a che fare, neanche se quest’ultimo la difende: «Non si possono comparare il viaggio dell’ex ministro Mastella ad un gran premio a Monza con quello che ha fatto la presidente Boldrini a Johannesburg per la commemorazione di Nelson Mandela», ha dichiarato Roberto Natale, il portavoce della presidente della Camera. Ma la polemica infuria e giusto per gettare un po’ di benzina sul fuoco della vicenda, il Codacons ha inviato questa mattina un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti contro la Boldrini chiedendosi proprio “a che titolo la Boldrini abbia usufruito con il proprio compagno di un volo pagato dai cittadini e diretto ad un evento riservato a leader mondiali e capi di Stato”. Una denuncia che aveva rivolto, a suo tempo, anche contro Mastella. Che coincidenza.