Beppe-Matteo, duello comico: «Le novità di Renzi sono scoreggine». «Se non tratti con me sei un buffone»

La sorpresa di Renzi? Una ”scoreggina” di un ”chiacchierone”. Irriverente come sempre il “niet” di Beppe Grillo alla sfida di Renzi che ieri gli aveva chiesto di rinunciare alle barricate facendo aderire M5S al suo pacchetto di riforme in cambio di una rinuncia ai circa 40 milioni di Euro dei rimborsi elettorali del Pd. Ma come tutti prevedevano Grillo si è tirato fuori ed è tornato a chiedere elezioni immediate: «Si sciolga il Parlamento e al voto con il Mattarellum. Sarà il prossimo Parlamento a fare la nuova legge elettorale», ha scritto su Twitter lanciando l’hashtag “#renziecaccialagrana”. Una morte annunciata di dialogo che il sindaco aveva ben messo in conto, come si vede dalle sue parole: «Grillo, ci stai a giocare in modo pulito e trasparente senza accordi senza patti? Se sei disponibile, il Pd è davanti a te e non dietro. Se ci stai, le riforme si fanno. Se non ci stai – ha sottolineato aspettandosi il no di Grillo -, sei per l’ennesima volta un chiacchierone e l’espressione buffone vale per te». Ma M5S sembra essere compatto nel rimandare al mittente la ”sorpresina” di Renzi. «È tutto chiacchiere e marketing. I 40 milioni di euro dei rimborsi elettorali deve restituirli agli italiani, non a noi», hanno replicato i gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle. «Fa finta di non capire e propone accordicchi da Prima repubblica, camuffati da slogan. È ridicolo su questo tema proporre un do ut des». Il discorso aggressivo del nuovo segretario del Pd è stato accolto con cautela nel Nuovo Centro Destra e con qualche timore tra i centristi che stanno studiando le aperture di Renzi su unioni gay e Ius soli. Il vicepremier e leader di Ncd, Angelino Alfano, ha definito l’intervento di Renzi decisamente di sinistra ma non si è scomposto più di tanto: «Noi abbiamo come interlocutore Letta, con lui noi abbiamo fatto un patto per il governo troverà lui il modo di mettere d’accordo le parti», ha spiegato, giudicando positivo il patto di Governo per tutto il 2014. Alfano ha anche attaccato Renzi sul suo terreno chiedendogli di chiudere con il finanziamento pubblico ai partiti sin da subito e non dal 2017 come prevede il decreto del Governo. Forza Italia resta un po’ alla finestra e decide di attaccare tutti – specialmente Alfano – attraverso Renato Brunetta: «Se non fosse uno spettacolo triste, sembrerebbe una sit comedy ambientata in un college. Tre matricole (Renzi, Letta e Alfano) costrette ad abitare insieme e che si sopportano pur di non essere sfrattati dal padrone, che è il corpo elettorale. Uno, Alfano, da parente povero, promette obbedienza e governi lunghissimi», attacca il capogruppo azzurro alla Camera.