Anche Pannella folgorato da Papa Francesco: «Vorrei diventare cittadino vaticano»

Sorpresa: Marco Pannella vorrebbe trasferirsi in Vaticano. A dirlo è stato lui stesso, in occasione della presentazione della marcia di Natale per amnistia e indulto. «Mi piacerebbe molto lasciare la cittadinanza italiana per diventare un cittadino del Vaticano», ha detto il leader radicale, colpito non da un improvviso clericalismo, ma da alcuni provvedimenti assunti da Papa Francesco per la legislazione della Santa Sede: l’abolizione dell’ergastolo e l’introduzione del reato di tortura. Entrambi mancano nell’ordinamento italiano. Entrambi sono fra i desiderata di Pannella, che della battaglia per un sistema carcerario più umano ha fatto una ragione di vita. La marcia di Natale partirà proprio da San Pietro con una benedizione simbolica che, di fatto, si può considerare già arrivata: poiché appare assai improbabile che nello Stato Vaticano degli anni 2010 si possano consumare reati di tortura, c’è da ipotizzare che la nuova legislazione introdotta da Bergoglio abbia il valore del monito o, per lo meno, dell’esempio per gli Stati laici. «Abbiamo avviato questa importante iniziativa per incoraggiare il governo e la classe politica a uscire dalla condizione tecnicamente criminale nella quale a livello internazionale si trova il nostro Paese e il grave degrado delle carceri», ha spiegato Pannella parlando della marcia, che prenderà il via alle 9 del 25 per concludersi nella tarda mattinata davanti a Palazzo Chigi. Alla manifestazione hanno già aderito in molti, da don Antonio Mazzi e don Luigi Ciotti alla Caritas italiana, dalla Comunità di Sant’Egidio alle Camere penali italiane, dai cappellani carcerari alla Cgil, oltre a diversi parlamentari di ogni schieramento come Luigi Compagna, Nitto Palma, Roberto Giachetti, Giancarlo Galan, Felice Casson, Franco Marini e Ignazio Marino. Inoltre, i cantanti aderiranno schierando la loro nazionale di calcio. «Vogliamo trasmettere ai politici e ai nostri governanti l’energia necessaria perché venga rispettata la loro stessa legalità», ha aggiunto Pannella, a poche ore dall’approdo in Consiglio dei ministri del decreto carceri. Il decreto, come anticipato dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, riguarderà «principalmente gli argomenti dei tossicodipendenti e degli stranieri nei penitenziari, oltre a parlare dell’istituzione della figura del garante nazionale, per dare voce a chi voce non ha». Dovrebbe inoltre essere affrontato il tema della revisione del processo civile, mentre per il penale bisognerà attendere l’anno prossimo.